Tag Archives: veltroni

Franceschini non è Berlusconi, e si vede


veltroni-e-franceschini

Se Veltroni alla fine si è rivelato scarso, il suo secondo, l’attuale numero uno del Pd, si sta rivelando ancora più scarso. Negli ultimi tempi Franceschini si è fatto troppo ingolosire dall’antiberlusclonismo e ha tralasciato argomenti di indubbio interesse nazionale e di sicure ricadute positive per la campagna elettorale. Va benissimo mettere alla berlina un Presidente del Consiglio che si incipria il naso ai convegni e dà i festini con le entraîneuse, ma sarebbe forse più utile alla causa (persa) democratica interessarsi di problemi che attengono più concretamente alla vita degli italiani. Mi riferisco ad almeno quattro questioni che sfruttate a dovere avrebbero garantito un guadagno elettorale. Le elenco:

  1. La Fiat, intesa come Pomigliano D’Arco e tutti gli stabilimenti italiani che rischiano di chiudere o di mettere a cassa integrazione migliaia di lavoratori, oltre a quelli che già lo sono, s’intende. Franceschini non ha né pressato il Governo su questa questione, né è andato direttamente a Pomigliano, in modo populistico se volete, a dare solidarietà ai lavoratori;
  2. La Sardegna, intesa come sciagura per quei poveri tre operai morti in una cisterna mentre lavoravano alla Saras (Moratti). Franceschini non è andato a Sarroch per spiegare ai sardi di non fidarsi più delle sirene berlusconiane e di pensare meglio chi votare in giugno;
  3. La Sicilia, intesa come l’enorme buco di bilancio che inghiotte i comuni per finire all’Asia, la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti, talmente in deficiti al punto di non poter più fornire le adeguate attrezzature agli operai, in sciopero da giorni per questo motivo. Le strade non sono tanto diverse da quelle della Campania quando erano colme di monnezza, eppure Franceschini non ne trae alcun vantaggio elettorale, come ha fatto invece Berlusconi e come farà il candidato del Pdl alla Provincia di Napoli;
  4. La casta, intesa come quel fardello di soldi che pesa sui (pochi) contribuenti italiani. Quando Berlusconi, in perfetto stile elettorale, ha detto di voler snellire il numero di parlamentari, Franceschini, a parte un primo assenso, non ha poi insistito, specie quando Berlusconi ha rimandato la legge alle calende greche.

Sono solo alcuni temi sui quali Franceschini avrebbe dovuto impegnarsi di più, lasciando pure ai giornali il pettegolezzo sulle minorenni, tenuto conto che gli italiani, che non sono anglosassoni, se ne fregano altamente delle noemi di Casoria.

Uolter a Napoli


Se siete fan di Veltroni, lo potete trovare in Piazza Cavour a Sant’Antimo (Na) alle ore 19.

Si può fare, ma anche no


immagine-2

In principio era il solito Veltroni: mi dimetto, rimetto il mio mandato, prendo tempo, etc. Poi dev’essersi fatto un giro per le strade, uno sguardo ai vari sondaggi lanciati sul web e così ha capito che nessuno lo voleva più. Dimettersi era l’unica cosa da fare, e alla fine così è stato. Veltroni deve aver anche intelligentemente capito che gli amichetti lo imploravano di restare solo per non restare col cerino in mano: serviva un “utile idiota” fino al congresso di ottobre, un segretario a tempo determinato che si accollasse la sconfitta delle elezioni europee e amministrative. Tirarsi fuori subito è stato un gesto dignitoso ma soprattutto furbo. Ora però i tafazzisti del Pd stanno studiando una nuova procedura per farsi ancora più male: il segretario provvisorio fino a ottobre fornirebbe a Berlusconi il prossimo tema della campagna elettorale. Eccoli, dirà, sono talmente poco credibili che nemmeno un segretario sanno scegliere. Fosse per me andrei subito alle primarie, vere primarie e non soliti segretari già decisi nelle segrete stanze. Il tempo c’è, la volontà mi sa di no. Speriamo.

 

Post scriptum: Spero che assieme a Veltroni se ne vadano anche i suoi accoliti, Tonini e Bettini in testa!

Cose turche, anzi napoletane


giannelli-620x385

La Iervolino si costituisce tribunale monocratico e definisce disonesti i suoi assessori ancor prima del giudizio della vera Giustizia. Che poi dovrebbe augurarsi che siano innocenti altrimenti vorrebbe dire che per otto anni non ha capito una beneamata.

Intanto, visto che ormai non si fida più di nessuno, va in giro col registratore. L’altro giorno ha registrato l’incontro avuto con i vertici campani del partito. Nicolais si è molto adirato e intanto si è dimesso, lanciando il pd in un burrone che conduce dritto alla spaccatura tra diellini, diessini, bassoliniani, iervoliniani e dalemiani. De Mita ringrazia.

Tutti litigano con tutti: Iervolino con la sua vecchia e cara amica Teresa Armato, che avrebbe mentito sostenendo di non sapere di essere registrata; Nicolais se le dice con Oddati: scambio di accuse gravi. Dare del bassoliniano di questi tempi non è cosa edificante.

La colpa è sempre dei giornalisti

Se gli uomini del Pd sono eunuchi, le donne fanno bella mostra dei testicoli: dopo la Finocchiaro, che a porta a porta chiese le dimissioni del sindaco di Napoli, anche la ministra ombra, Linda Lanzillotta, dichiara che Iervolino e Bassolino farebbero bene ad andarsene.

Veltroni fa da accompagnatore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: