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787 a loro, qualche spicciolo ai poveri


E’ di oltre un miliardo di euro la somma relativa all’8 per mille assegnata alla Chiesa cattolica per il 2010.

Ne da’ notizia la Cei. La somma precisa e’ di 1.067.032.535 euro, di cui 90.021.557 a conguaglio per il 2007 e 977.010.978 come anticipo 2010.

Oltre 450 milioni sono stati destinati alle esigenze di culto e pastorale, quasi 230 a interventi caritativi e 357 al sostentamento del clero.Altri 30 sono stati accantonati.

via8 per mille: alla Chiesa oltre un miliardo « Centro Studi Sociali “Don Bosco” Trofarello (TO).

L’ultimo Annozero contro i pretofili


Stasera Santoro ha iniziato la sua ultima trasmissione in modo un po’ diverso. Ha sempre fatto un uso personalistico del mezzo pubblico, cioè fornendo fedelmente ai telespettatori il suo personale punto di vista sulle cose. Tuttavia stasera l’uso personale si è reso ancora più evidente per la lunga intemerata contro tutto e tutti in seguito alle polemiche scoppiate per la chiusura anticipata del contratto che lo avrebbe legato alla Rai ancora per sei anni. In sostanza Santoro ha detto che sono loro a voler mandarlo via e non il contrario, e che l’esborso cui andrà incontro la Rai, dunque i contribuenti italiani, non è dipeso da una sua volontà. Ha poi concluso che se vogliono lui magari ci ripensa ma a condizione che gli concedano piena libertà. Direi quasi condivisibile il tutto. Poi però la trasmissione (sta) continuando affronta il caso dei pedofili nella Chiesa. Servizi e testimonianze come al solito toccanti e durissime, tanto che il prete presente in studio, il rappresentante del vaticano, per correre ai ripari ha addirittura invocato la poco preparazione di inquirenti e psicologi, finendo col parlare di calunnie gratuite verso la chiesa. Domani assisteremo alla proverbiale reazione del clero e di tutti i politici che manco ci pensano a mettersi contro il vaticano, anche perché i pretofili muovono voti. Ecco, temo allora che dopo la puntata di stasera a Santoro gli daranno il doppio della liquidazione pur di levarselo di torno.

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La monarchia assoluta d’oltretevere


Questa, più o meno: il crocifisso fu reso obbligatorio quando il fascismo dispose che quella cattolica era la religione dello Stato, quando cioè dei regi decreti diedero una base giuridica a quest’abitudine; dopodiché la Costituzione del 1948 sancì l’eguaglianza delle religioni di fronte alla legge sinché la revisione del Concordato del 1984 perfezionò il tutto: l’Italia da allora è uno stato perfettamente laico – dovrebbe esserlo – e quindi ogni simbolo religioso dovrebbe avere i diritti di ogni altro. (segue)

(via Dagospia)

Lo sgambetto che si trasforma in inciampo


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Qui, i casi sono due: o Feltri sapeva che stava pubblicando un falso, oppure è stato tratto in inganno. In entrambi i casi il Giornale, dopo la querela di Boffo, sarà condannato e costretto pagare i danni. C’è però una cosa che fa pendere la bilancia più verso la prima ipotesi. Il Giornale ha, per così dire, censurato il documento di cui era in possesso: per esempio nell’articolo contro Dino Boffo, quando si cita letteralmente “noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”, si è evitato di proseguire, riportando anche “e gode indubbiamente di alte protezioni, correità e coperture in sede ecclesiastica”. Anche se il linguaggio è molto simile a quello giudiziario, in molti pensano che il vero fine fosse quello di attaccare Boffo in quanto aderente alla “corrente” di Ruini. Forse Feltri lo sapeva, o lo aveva immaginato, ed ecco perché, censurando quel passaggio, ha voluto sputtanare Boffo senza inimicarsi Ruini.

Colpire Ezio Mauro


Ieri, Luca Telese scriveva:

Ma c’è di più. In questa estate, ben due direttori di area di centrodestra hanno lasciato i loro posti, sia pure in modo diverso, perché non hanno sposato questa linea disperata, il Muoia-Sansone-ma-con-tutti-i filistei, il vendetta-tremenda-vendetta, il big stick, il grande bastone da abbattere sulle teste del “nemico”. Come molti sanno, nelle redazioni di questi giornali e delle testate vicine al centrodestra, circola da mesi un mandato particolare che nessuno, per fortuna, ha ancora voluto (o potuto) portare a termine: quello di colpire Ezio Mauro e la sua attuale compagna. Sarebbe la vendetta finale di Papi, quella che fa il paio con la denuncia presentata dal Cavaliere contro le domande (avete letto bene, “le domande”, del quotidiano di piazza Indipendenza).

E oggi su Libero:

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