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Terremotati e manganellati


(titolo e video prelevati da beppegrillo.it)

I giornali e le catastrofi nell’era dei social network


Penso che gli editori dovrebbero baciare i piedi a tutti quei giovanotti che si sono inventati i social network. Se prima, in occasione di una qualche catastrofe nelle parti più lontane del mondo, si dovevano spedire in fretta e furia dei reporter per fotografare l’accaduto, oppure comprare le foto dalle agenzie fotografiche, ora basta andare a ravanarle da twitter, facebook e compagnia bella. Non si pagheranno diritti e non si citerà nemmeno la fonte, nemmeno un grazie, tutto a gratis e amen. Lo stesso dicasi per le news: in questo momento sulla home page di Repubblica.it come di tanti altri quotidiani non c’è il solito flusso dei lanci di agenzia ma il link per tutti gli aggiornamenti provenienti da Twitter. Bene, si dirà, i giornali si aprono alle nuove tecnologie; invece va malissimo perché i giornali sfruttano i social network riducendo i costi e al tempo stesso aumentando i contatti e dunque anche l’appeal pubblicitario.

L’utilissimo G8 a L’Aquila


Vittorio Zucconi:

Berlusconi il Grande Produttore metterà in scena il G8 (evento comunque da anni del tutto inutile) nello “Studio Abruzzo”, usando rovine, sfollati, bambini, vecchi, immancabili gruppi folkloristici che offriranno danze e doni agli illustri ospiti, come scenografia e come figuranti gratuiti per uno show in stile Fattoria, Grande Fratello o Isola dei Famosi. Ci sono anche i Survivors veri, che reciteranno gratis. Tutto, nell’universo Silviano, è show business e ha ragione lui, perchè i cittadini sono ormai soprattuto consumatori di intrattenimento e la democrazia è soltanto fatta di “rating” e di “audience”. Arriveremo alle elezioni con voto per telefonino, come a Ballando con le Stelle o a SanRemo.

L’editto abruzzese


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L’altra volta dalla Bulgaria, ora dall’Abruzzo: Berlusconi tuona di nuovo contro Michele Santoro e la sua trasmissione Annozero. Anche stavolta sono arrivate sanzioni dopo l’anatema di Berlusconi, che non ha usato mezze misure per definire l’ultima puntata andata in onda sul terremoto in Abruzzo. Non solo Berlusconi, tuttavia, ha avuto parole dure, ma anche Fini e molto esponenti del Pd. Persino il neo presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha sin da subito dichiarato l’urgenza di approfondimenti sul “taglio” dell’ultima puntata, per molti “sciacallaggio” nei confronti della Protezione Civile. Il “processo”, durato appena pochi giorni, ha sancito nuove misure disciplinari: a Santoro la Rai chiede di “riequilibrare” la sua trasmissione, e al tempo stesso sospende Vauro, autore di un vignetta molto contestata (in foto). Sebbene sia da tutti difesa la libertà di informazione, nei fatti la politica dimostra ancora una volta di soffrire le critiche. Santoro non sarà allontanato dagli schermi, come confermato dal direttore di Rai2, Marano, in risposta a una indiscrezione del Riformista secondo cui Annozero avrebbe chiuso i battenti quest’anno, ma è altresì evidente che sia in atto un’azione silenziante e tranquillizzante. Se lo (ri)cacciano ne fanno un martire, ma se lo ammorbidiscono diventa innocuo.

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