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Si tenga la poltrona ma molli il resto


A Ciwati, Wittgenstein, Gilioli, Metilparaben e Malvino

Caro Senatore, si tenga la poltrona – perché in Italia non c’è vincolo di mandato e perché nessuno mai si è dimesso dopo aver cambiato partito – ma lasci il posto di presidente al Copasir, che spetta al PD.

Il problema del Pd non è Berlusconi


Franceschino dovrebbe assumersi la responsabilità di cacciarla, ma se lo fa davvero, fornisce a uno dei suoi principali alleati, Francesco Rutelli, il casus belli che aspetta da mesi per mettere in pratica la sua sospirata scissione. E’ difficile che il segretario possa permetterlo, ed ecco perché Franceschini spara sulla Binetti sperando che si arrabbi. Il problema così si riversa su Bersani. Certo, se l’ex ministro prendesse una posizione chiara su questo, recupererebbe voti a sinistra, e potrebbe vincere più facilmente le primarie. Ma se lo facesse si esporrebbe anche a quello che considera il suo tallone d’Achille: quello di essere considerato un comunista travestito pronto ad operazioni di purga, e alla cancellazione delle identità di minoranza. Se a cacciare la Binetti è Bersani, diventa un mangiapreti. Se i primi due leader ragionano così, il corollario inevitabile è che alle primarie la candidatura Marino diventi un bene-rifugio. L’unico custode della laicità è lui – finirebbero per pensare molti iscritti – dunque lo voto. Un bel dilemma, in cui l’unico modo per fuggire alla prigionia dei ruoli è un atto di coraggio dei primi due leader del Pd. Riusciranno a trovare la forza?

vial’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

Volesse il cielo


grande_centro

Pare che la combriccola dei teodem si appresti (finalmente) a lasciare il Pd per approdare alla corte di Casini. La brutta notizia è che forse lo faranno dopo le elezioni.

Red, la tv del lider Maximo D’Alema


Rula Jabral, uno dei volti di Red tv

Rula Jabral, uno dei volti di Red tv

Dopo quella di Veltroni è la volta della tv di D’Alema. Ora manca solo quella di Rutelli.

Peppino Cazzarola


Peppino Caldarola

Peppino Caldarola

Ho ascoltato alla Zanzara su Radio24 l’intervento di Peppino Caldarola, già deputato eletto per due volte nelle file dei Ds e giornalista battitore libero, editorialista tra l’altro del Tempo e del Riformista. Interrogato sulla possibilità di una scissione del Pd, Caldarola ha profetizzato la quasi imminenza di questa evenienza, spiegando che dal Pd potrebbero uscire quelli che fanno riferimento alla corrente di Rutelli per unirsi con Casini-Montezemolo in un nuovo soggetto politico centrista. Mentre in quel che resta del partito potrebbero entrare i rivoli di Sinistra Democratica e Rifondazione Comunista, trasformando il Pd in Psd: partito social-democratico. Bella sega mentale.

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