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I due nuovi valletti di Bossi


a sx il presidente del Lazio, a dx il sindaco di Roma

Zerbino d’oro


Qualche cifra gira. In particolare gli zerbini sono costati 750 euro l’uno (per dieci fanno 7.500 euro). I due soli delle alpi sul tetto, quelli che da bambini facevamo col compasso, della scuola pubblica (per farli vedere da Google Earth?) invece sono costati ben 10.000 Euro. Altri 10.000 Euro sono costati i cestini per la raccolta differenziata destinati ad essere sostituiti.

Ma questo è nulla. Il comune ha speso 230.000 euro di soldi pubblici, pagati quindi anche dai contribuenti calabresi e siciliani, per gli arredamenti marchiati Lega e altri 350.000 sono stati spesi con una sottoscrizione di 30 famiglie prominenti locali (un accertamento fiscale non guasterebbe) che non avevano di meglio per spendere i troppi soldi in banca.

viaZerbino d’oro per la Lega Nord ad Adro : Giornalismo partecipativo.

Un altro inutile ministero


Aldo Brancher, neo ministro per il federalismo

Partito con l’intento di abolire le province, cambiare la costituzione per rendere meno onerose le spese e le lungaggini politiche,  il governo Berlusconi ha subito fatto marcia indietro. Anzi, non solo ha disatteso il programma elettorale, ma in qualche caso ha addirittura aumentato i costi. All’inutile ministero per l’attuazione del programma, detenuto da Gianfranco Rotondi, uno che ha un partito che al suo confronto un partitello da prefisso telefonico è come la democrazia cristiana ai tempi del Pci; all’inutile ministero per la semplificazione detenuto dal gaffeur Calderoli; all’inutile Santanchè recentemente nominata sottosegretario dell’altrettanto inutile Rotondi, si va ad aggiungere un altro inutile ministero: quello per il federalismo.

via Tgcom

Tante grazie a Beppe Grillo


Ha vinto Berlusconi (come sempre) ma anche Beppe Grillo, per dirla col ma-anchismo veltroniano. Le liste di Beppe Grillo sono state determinanti in più di qualche circostanza, togliendo voti soprattutto al Pd, mentre a destra si è registrato solo un travaso tra Pdl e Lega che non ha comportato differenza alcuna visto che correvano entrambi nella stessa coalizione. Naturalmente il centrosinistra ha mali che vanno ben oltre la presenza di Grillo e i travaglini sparsi per l’Italia, ma tuttavia sarebbe grave sottovalutare il movimentismo a sinistra che in assenza di un cambio radicale di rotta sarà destinato a raccogliere sempre più consensi in uscita dal Pd. Il momento drammatico del Pd sta tutto nella faccia e nelle parole di Rosy Bindi, che prima a Otto e Mezzo e poi a Porta a Porta, commentando i risultati elettorali, ha esordito definendo la Lega il partito delle saponette contro gli immigrati. Certamente la Lega è tutto quello schifo là, ma è molto di più e chi si ostina a non capirlo è evidentemente negato per la politica. Il Pd dovrebbe tornare ad essere un partito di sinistra, nel vero senso della parola, raccogliere l’umore dei movimenti alla Grillo, lottare per i lavoratori, smetterla con la solidarietà a tutti i costi per gli immigrati che tanto non convince più gli italiani e nemmeno i suoi elettori. Dovrebbe ricominciare dalle piccole sezioni di paese, riscoprire l’antiberlusconismo che a sinistra piace sempre, l’ecologia e tutto quando era nelle corde del vecchio Pci. D’accordo, i tempi son cambiati e forse quel Pci non avrebbe senso in questa realtà, ma altra strada non mi pare ci sia. Il Pd come partito di centrosinistra non attrae gli elettori che finiscono per preferirgli Di Pietro e Grillo. D’altronde l’esperienza della Lega dovrebbe insegnare qualcosa: Bossi non si è mai premurato di garantire le aspettative di tutti ma solo quelli particolari del suo elettorato, allo stesso modo il Pd dovrebbe tornare a prendere voti nelle fabbriche lasciando perdere settori della società che sempre gli preferiranno Berlusconi o Casini.

Le cazzate di Pansa non hanno fine


giampaolo pansa

Come avrà fatto Giampaolo Pansa e ridursi in questo stato?

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