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Sabato


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Mentre gli altri chissà dove sono a divertirsi, a spendere e spandere, a dilapidare in drink quello che hanno in tasca, hamed fa ritorno al suo tugurio bilocale e sotterraneo, che paga di affitto come un appartamento. Hamed è un tunisino di scarsi cinquant’anni e una laurea in ingegneria, qui vende tappeti e chincaglierie cinesi. Di giorno trasporta il suo carretto, di sera fa il parcheggiatore fuori una pizzeria. Ed è con una pizza nel cartone, sul manubrio di una sgangherata bicicletta, hamed, per tutti rinominato amedeo, pedala solitario. Per lui il sabato è un giorno come un altro.

Il mio Cossiga


Ognuno sceglie a chi dare il proprio cordoglio. Nel giorno della morte dell’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, io desidero destinare tutto il mio cordoglio all’operaio deceduto mentre eseguiva dei lavori in un supermercato di Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Vincenzo Sisto era una persona normalissima, per niente emerita a differenza di Cossiga, che non farà molta notizia come tutte le morti bianche. In questo paese siamo abituati così.

Se i gruppi di Facebook contano più di 1300 persone


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Si dirà che salire sui tetti ormai è diventata una moda, che gli operai dovrebbero rispettare i diritti degli altri anche quando protestano perché un magnate indiano decide di spostare l’azienda all’estero lasciando 1300 persone senza lavoro. Si dirà che bloccare stazioni o, per esempio come sta accadendo in queste ore, l’autostrada A1 è un affronto a centinaia di migliaia di persone che vogliono tornare a casa. Si dirà di tutto, eppure non si parla mai del lavoro, della disperazione che porta a compiere certi gesti. Persino il blocco dell’A1, che ha provocato quasi 30 km di coda, non compare sul sito di repubblica e inspiegabilmente anche dell’Unità. Un piccolo boxino su Corriere.it, qualche lancio dall’Adnkronos e Apcom. Quando si era trattato del caos da esodo sul passante di Mestre i titoli si sprecavano. Non un politico di sinistra – o sedicente tale, sempre che ne esista ancora una sinistra – che avesse chiamato un’agenzia per rilasciare uno straccio di dichiarazione a sostegno di 1300 lavoratori. Certo, c’è da occuparsi del gruppo di Facebook contro Berlusconi, che c’è frega se la gente lotta per mangiare. Che paese di merda.

Pugni in faccia


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Oh, gliene andasse una dritta a sto Karol Ractz.

Brunetbook


Eh già, c’è pure lui.

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