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Calciopoli 2 è una polpetta


P.S. Come è vero che finirà in burletta (prescritta) la seconda Calciopoli della “giustizia” sportiva, così è vero che in un mondo marcio la rimozione del capataz Moggi è partita dall’interno della Juventus per un regolamento di conti, di cui gli altri capoclan calcistici si sono giovati conoscendo perfettamente, mafiosamente e omertosamente come tutto ciò avvenisse. Ma finora sono stati zitti e solo adesso reagiscono perché toccati, avvalendosi della stampa che abbiamo sotto gli occhi.

E tutti mordono solo la polpetta di Moggi. Non è un po’ riduttivo? Non hanno voglia di altre polpette? Temono a tal punto che siano avvelenate da chiudere occhi e orecchie, dibattendo alla morte se in un’intercettazione il nome di Collina l’ha fatto Bergamo oppure Facchetti? E capirai… (Oliviero Beha)

Il post scriptum mi piace molto ma condivido anche tutto quello che c’è prima .

Il diritto di insultare Balotelli


In questo paese sono stati rivolti insulti ai presidenti della repubblica, ai capi di governo, ai ministri, ai parlamentari, ai politici, ai sindacalisti, ai giornalisti, agli scrittori, al papa, ai preti, ai musulmani, a Maometto, ai militari, ai carabinieri, alla polizia, alle vittime di mafia e a quelle del terrorismo, ai partigiani, ai giudici, agli operai, ai meridionali, ai rumeni, agli albanesi, ai cinesi, agli extracomunitari, agli omosessuali. Nel calcio, poi, si sa, da almeno cinquant’anni negli stadi si urla “devi morire” all’avversario, “arbitro cornuto” e molte volte si fa il tifo per il Vesuvio affinché li uccida tutti quei napoletani. Ora perché dovrebbe essere scandaloso insultare Balotelli? Forse perché ha la pelle nera? E allora questo sì che è un caso di razzismo al contrario.

0,1%


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Per quel o,1% che Mourinho ha di lasciare l’Inter per il Real Madrid, Moratti dovrà sborsare un altro milione di euro fino al 2012. Si arriverebbe a dieci milioni di euro in totale, premi e sponsor esclusi. Mourinho non andrà mai al Real, anche perché un altro Moratti non esiste in tutto il mondo.

La classe non è acqua e nemmeno petrolio


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Entrambi ne fanno una questione di principio. Da un lato Moratti che non vuole ammettere che l’Inter è responsabile delle nefandezze esposte dai propri tifosi – ma per il codice sportivo lo è, per la conosciuta norma della responsabilità oggettiva – e tantomeno vuole aprire un precedente che vedrebbe migliaia di tifosi chiedere i danni morali per le offese ricevute; dall’altra il napoletano che ritenutosi offeso è ricorso alla giustizia che successivamente ha inflitto all’Inter di pagargli un risarcimento di 1500 euro. Si tratta di una piccola somma che non disastrerà le casse di Moratti ma non farà nemmeno ricco il napoletano di cui sopra. La questione è squisitamente di principio, simbolica, ma a volte è necessario condurre battaglie come queste per affermare la dignità prima ancora che la giustizia. Per quanto mi riguarda il napoletano ha fatto benissimo a denunciare l’Inter, che nella persona del presidente ritenne esagerata la chiusura della curva inflitta dal giudice sportivo.

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