Archivi delle etichette: giornali

Un grande archivio fotografico per i giornali


Parlo di Facebook, letteralmente depredato di foto nei casi di cronaca nera che coinvolgono cittadini comuni. Anche stasera, dopo il tragico doppio omicidio di due donne da parte dell’ex fidanzato che le molestava e per questo già indagato, su tutti i quotidiani on line è comparsa la stessa foto: quella del profilo su Facebook. Finiti i tempi di quando bisognava chiedere una foto ai parenti, adesso basta cercare su Facebook.

I giornali e le catastrofi nell’era dei social network


Penso che gli editori dovrebbero baciare i piedi a tutti quei giovanotti che si sono inventati i social network. Se prima, in occasione di una qualche catastrofe nelle parti più lontane del mondo, si dovevano spedire in fretta e furia dei reporter per fotografare l’accaduto, oppure comprare le foto dalle agenzie fotografiche, ora basta andare a ravanarle da twitter, facebook e compagnia bella. Non si pagheranno diritti e non si citerà nemmeno la fonte, nemmeno un grazie, tutto a gratis e amen. Lo stesso dicasi per le news: in questo momento sulla home page di Repubblica.it come di tanti altri quotidiani non c’è il solito flusso dei lanci di agenzia ma il link per tutti gli aggiornamenti provenienti da Twitter. Bene, si dirà, i giornali si aprono alle nuove tecnologie; invece va malissimo perché i giornali sfruttano i social network riducendo i costi e al tempo stesso aumentando i contatti e dunque anche l’appeal pubblicitario.

Rockstar dell’anno


Pure!

Una democrazia poco democratica


napolitano

La democrazia più democratica del mondo è quella americana. Non solo per il metodo di selezione della classe dirigente, con le primarie che costringono tutti i candidati a sottoporsi a più giudizi dell’elettorato, con la stampa che fruga nel passato più recondito e lo mette in piazza senza ritengo perché chi si candida a governare in America deve essere trasparente. Il che non significa che il candidato debba essere puro, ma qualsiasi cosa abbia fatto deve essere portata a conoscenza degli elettori, che poi sceglieranno se votarlo o no. La satira poi si fa gioco persino dell’uomo più potente del mondo. Bush è stato messo in croce per ogni sua parola, ogni suo gesto o gaffe. Anche il mondo del cinema non si preoccupa di attaccare i politici e gli artisti più importanti d’America non hanno mai evitato di criticare pesantemente Bush. In Italia accade l’esatto opposto. I politici non vogliono intromissioni appellandosi al diritto di privacy, le intercettazioni o gli scoop giornalistici presto saranno praticamente cancellati. L’unico caso al mondo di un giornale che compra a peso d’oro la foto del puttan-tour di Sircana – allora portavoce del Governo Prodi – e poi inspiegabilmente non la pubblica. Un tabloid inglese ha pubblicato invece il video sado-maso di Mosley. Per questo è stato condannato, ma intanto l’ha pubblicato senza pensarci su. Sempre in Italia la Guzzanti per aver attaccato il Vaticano è stata denunciata per vilipendio e in queste ore Di Pietro alla gogna per aver criticato l’operato del Presidente della Repubblica. Non si capisce perché in Italia non si possa criticare Napolitano, che sarà pure una brava e seria persona ma come capo dello stato è troppo malleabile. Come uno che dorme e si fa spostare dove capita. 

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