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Frattamaggiore e lo schiavismo infantile


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Siamo a Frattamaggiore, popoloso e ricco comune a nord di Napoli. Qui abbondano le banche, le scuole e gli esercizi commerciali. Siamo al primo di settembre, la gente affolla di nuovo le strade, per le vie del centro il solito corteo di auto immobili. Siamo al Corso Durante, poco più avanti da Piazza Riscatto, e c’è un bambino appoggiato malinconico ad una macchina in sosta. In mano tiene un pacchetto di fazzoletti di carta, lo offre agli automobilisti per racimolare qualche spicciolo, ma quelli stanno dietro al vetro beati con l’aria condizionata, allora il bambino torna ad appoggiarsi stanco. Il traffico si muove di nuovo, il bambino adesso è di là del mio finestrino e io lo abbasso, gli sorrido e domando: ma quanti anni hai? Risponde come un registratore: comprare? Ma sì che te lo compro, toh un euro, però dimmi dove sta (quel furfante) di tuo padre. Chiedo di nuovo l’età, giusto per avere conferma di ciò che penso: ne avrà 8 forse 10; ma il bambino se ne va a contrattare con la macchina alle mie spalle. Proseguo e ne incontro un altro, sembra un clone dell’altro, prendo il telefonino per fotografarlo, lui mi vede e scappa in un vicolo. Più avanti ne vedo ancora un altro e poi ancora uno a pochi metri, stavolta non s’accorgono e riesco a fare delle foto. Siamo sempre in pieno centro, qui ci passano di sicuro i vigili urbani, sicuramente le forze dell’ordine, com’è possibile che nessuno si sia accorto di questa colonia di giovani schiavi? E pensare che Frattamaggiore non è nemmeno uno di quei comuni disastrati che ci sono nella zona. Qui c’è un’amministrazione che bene o male fa il suo mestiere, il sindaco è un medico rieletto a furor di popolo, uno dei pochi del Pd a salvarsi dall’ecatombe elettorale in Campania. Eppure i bambini sono costretti a vendere fazzoletti per mangiare, tra l’indifferenza generale.

Il mio Cossiga


Ognuno sceglie a chi dare il proprio cordoglio. Nel giorno della morte dell’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, io desidero destinare tutto il mio cordoglio all’operaio deceduto mentre eseguiva dei lavori in un supermercato di Frattamaggiore, in provincia di Napoli. Vincenzo Sisto era una persona normalissima, per niente emerita a differenza di Cossiga, che non farà molta notizia come tutte le morti bianche. In questo paese siamo abituati così.


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