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Manco a farlo apposta


Praticamente Alleanza Nazionale


Il simbolo del nuovo partito di Fini.

(via)

Tanto vince sempre Bossi


Biascicherà pure le parole come uno che dovrebbe stare a riposo in casa e non avere le redini di una nazione, ma a Bossi il cervello funziona eccome. Ha capito che in questa fase tocca a lui mettere la parola fine sull’inizio di separazione tra Berlusconi e Fini. Bossi sa benissimo che fatto fuori anche Fini, dopo Casini, Berlusconi sarà completamente nelle sue mani. Naturalmente Berlusconi probabilmente lo accontenterà anche questa volta perché considera la Lega non un alleato leale ma facilmente comprabile. Tutti sapevano che la Lega avrebbe riscosso i crediti acquisiti in campagna elettorale ma pochi avrebbero presagito che sarebbe successo così presto. Quanto a Fini, nessuno potrà mai cacciarlo dalla Presidenza della Camera, anzi, a Berlusconi conviene neppure pensarlo giacché gli costerebbe caro quando si tratterà di stroncare l’aula a colpi di fiducia sui decreti legge. Dopo l Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, il Csm e la Magistratura e svariati organismi istituzionali, Berlusconi è riuscito a litigare anche con la terza carica dello Stato. Se qualcuno dovrebbe dimettersi questi è proprio lui. Ma ça va sans dire.

Fini diversi


Intanto già vedere il Pdl in un simulacro di congresso è qualcosa di sconvolgente. A Fini gli va dato atto almeno di aver suscitato questo evento che ancora ora fatichiamo a capire quanto di vero ci sia o se tutto frutto della nostra congressista fantasia. Fini ha fatto un discorso tutto politico, Berlusconi, al solito, si è limitato a esporre la sua idea di democrazia, cioè che comanda lui. Alla fine del video che allego Qui troverete tutti gli spezzoni più salienti dei discorsi di Berlusconi e Fini.

In difesa di Santoro, ovvero del giornalismo


Non comprendo la natura e le giustificazioni di tutte le critiche che stanno piovendo su Santoro e Anno Zero. A parte le naturali lagnanze del Governo (finalmente Fini è tornato quel che era, se ne sentiva il bisogno, pena crisi d’identità per noi poveri sinistrati), mi hanno stupito invece le critiche degli abruzzesi e di quanti hanno preso a cuore le sorti dei terremotati. Insomma non ci ho capito molto, a dire il vero. Dove avrebbe sbagliato Santoro, forse non doveva intervistare gli sfollati critici, non doveva segnalare qualche mancanza da parte della protezione civile? Al contrario ritengo che il lavoro giornalistico debba essere proprio questo, anche perché bisognerebbe smetterla di elogiare la Protezione civile che sta lì proprio per gestire le emergenze e dunque non c’è da assegnargli un oscar se accorrono sui luoghi del disastro. Trovo condivisibili le parole di Travaglio ma soprattutto quelle di Diego Cugia, che scrive:

A parte “Report”, qualcosa di “Ballarò” e un pizzico di “Blob” e de “Le Iene”, non esiste attualmente nessuna offerta televisiva che, al pari di “Anno Zero”, svolga una sana, indispensabile funzione di giornalismo critico e d’inchiesta in Italia. Per questo, piaccia o meno, mi stia simpatica o un poco “allergica”, la trasmissione di Santoro giustifica ampiamente, per quanto mi riguarda, il pagamento del canone pubblico, perché serve da pungolo, approfondimento e stimolo alla formazione delle opinioni in un mare di desolante pensiero unico o non pensiero tout-court. A partire -salvo rare eccezioni- dalla mediocrità dei telegiornali che sono di una monotonia stucchevole, come se qualcuno avesse ordinato che i Tg si fanno così o niente, mentre credo che il modello, l’impianto, avrebbe urgente bisogno di autori, forse più della carta stampata. Il fatto che il Governo, presieduto dal proprietario della televisione concorrente, sia sceso in campo contro un programma di due orette a settimana come “Anno Zero”, e si debbano leggere, con imbarazzo di essere italiani, dichiarazioni di fuoco del presidente della Camera e dell’ex ministro delle comunicazioni, è sia tragico che ridicolo. Prima di tutto perché ciò convincerà ancora di più Santoro di essere Santoro (e questo mi costringerà ad assumere dosi spropositate di antiallergico prima di potermi godere il suo programma) in secondo luogo, perché è la millesima riprova (e non se ne sentiva davvero il bisogno) che il nostro governo è schierato contro la libera opinione e l’art.21 della Costituzione.

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