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IdV, insubordinazione dei valori


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Forse una vendetta. Di Pietro ritiene che dietro l’inchiesta per vilipendio ci sia lo zampino del Pd e allora ordina ai suoi di mandare a casa Bassolino e Iervolino. Ma per ora è insubordinazione.

Il silenzio è mafioso


Già non ero d’accordo sin tanto che si trattava di criticarlo, figurarsi ora che le Camere Penali hanno deciso di denunciare Di Pietro per vilipendio al Capo dello Stato. Nelle parole di Di Pietro non ci trovo nulla di irriguardoso o offensivo, chi la pensa diversamente deve imparare l’italiano e darsi una rinfrescata di costituzionalismo.

Una democrazia poco democratica


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La democrazia più democratica del mondo è quella americana. Non solo per il metodo di selezione della classe dirigente, con le primarie che costringono tutti i candidati a sottoporsi a più giudizi dell’elettorato, con la stampa che fruga nel passato più recondito e lo mette in piazza senza ritengo perché chi si candida a governare in America deve essere trasparente. Il che non significa che il candidato debba essere puro, ma qualsiasi cosa abbia fatto deve essere portata a conoscenza degli elettori, che poi sceglieranno se votarlo o no. La satira poi si fa gioco persino dell’uomo più potente del mondo. Bush è stato messo in croce per ogni sua parola, ogni suo gesto o gaffe. Anche il mondo del cinema non si preoccupa di attaccare i politici e gli artisti più importanti d’America non hanno mai evitato di criticare pesantemente Bush. In Italia accade l’esatto opposto. I politici non vogliono intromissioni appellandosi al diritto di privacy, le intercettazioni o gli scoop giornalistici presto saranno praticamente cancellati. L’unico caso al mondo di un giornale che compra a peso d’oro la foto del puttan-tour di Sircana – allora portavoce del Governo Prodi – e poi inspiegabilmente non la pubblica. Un tabloid inglese ha pubblicato invece il video sado-maso di Mosley. Per questo è stato condannato, ma intanto l’ha pubblicato senza pensarci su. Sempre in Italia la Guzzanti per aver attaccato il Vaticano è stata denunciata per vilipendio e in queste ore Di Pietro alla gogna per aver criticato l’operato del Presidente della Repubblica. Non si capisce perché in Italia non si possa criticare Napolitano, che sarà pure una brava e seria persona ma come capo dello stato è troppo malleabile. Come uno che dorme e si fa spostare dove capita. 

Forse il Pd non è tanto diverso dal Psi


“Ciò che bisogna dire, e che tutti sanno benissimo, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. Non credo che ci sia nessuno in questa aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo, perché presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”. La iattura lanciata da Craxi dall’aula di Montecitorio nel ’92 forse è definitivamente arrivata a compimento. Non è tanto scoprire che il Partito Democratico non è diverso da Forza Italia, non è tanto vergognarsi di quando esultavamo per le monetine lanciate a Craxi fuori del Raphael, del godimento a ogni avviso di garanzia per il mitico Citaristi, ma ci si vergogna della presunzione, dell’arroganza che abbiamo mostrato in tutti questi anni. Forse facevamo finta di non vedere, come detto da Craxi, forse abbiamo sperato che mai al Governo in fondo non si potessero fare chissà quali danni. Ora, invece, sappiamo che ci sbagliavamo, che i colpevoli non erano solo loro e che il partito che poi avrebbe fatto di una bandiera “mani pulite”, fino a candidare Di Pietro nel rosso Mugello, oggi si sarebbe trovato nelle medesime condizioni del Psi. Tutti sono colpevoli fino a prova contraria – e ci mancherebbe -ma è evidente a tutti che la probabile corruttela democratica si espande a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. La solidarietà e gli attestati di stima che il centrodestra rivolge agli indagati del Pd sono un colpo al cuore, non avremmo mai voluto sentire che la parte politica cosiddetta dei “condannati” ci desse un ideale abbraccio perché tanto siamo sulla stessa barca. Ma almeno loro hanno avuto il pudore di non gioire al tintinnio delle manette.

Mettiamolo anche a capo dell’OdG


A Berlusconi dovrebbero metterlo a capo anche dell’Ordine dei Giornalisti perché appena apre bocca crea subito titoli per i giornali. Per i giornalisti le gaffes e le dichiarazioni di Berlusconi sono una manna del cielo.


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