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I due nuovi valletti di Bossi


a sx il presidente del Lazio, a dx il sindaco di Roma

Turisti faciloni e italiche ipocrisie


Porelli quei due gonfiati di botte e violentati. Però pure loro potevano evitare di stare in un posto così isolato eh. Così avrebbe detto una massaia al mercato commentando l’aggressione subita da due cicloturisti olandesi accampatisi in una campagna alle porte di Roma. E così ha detto il neo sindaco Alemanno, interpretando – fuori dai denti – il sentire comune. Magari non sarà politicamente corretto ma tutti abbiamo pensato la stessa cosa. Non è in discussione la crudeltà dei criminali ma la scelta poco previdente dei due olandesi. Forse se si fossero fermati in un campeggio non sarebbe successo, o forse sarebbe successo lo stesso, come ieri sulla spiaggia di Torre Annunziata dove un 17enne pare abbia aggredito altri due turisti tedeschi che dormivano in tenda. Il discorso dovrebbe essere recintato entro questi limiti, senza sfociare nelle solite polemiche politiche, che beninteso sono nel giusto quando affermano che i provvedimenti in materia di sicurezza del Governo sono solo di facciata e non garantiscono, come si è visto e come si vedrà purtroppo, la diminuzione di atti criminali. Sarà che sono napoletano abituato a guardarmi le spalle, ma io tutta questa levata di scudi contro Alemanno non la capisco. Si vorrebbe forse dire che l’Italia è un paese sicuro? O forse è vero che i turisti che vengono in Italia credono di trovare l’eden?

Almirante, Brunetta, Liberazione, De Gregori, Rete 4 e i temi di Ponticelli


Oggi arrivo lungo per cui sono costretto a concentrare in un unico post diverse temi.

L’idea del  sindaco di Roma Alemanno di intitolare una strada ad Almirante è una cosa ridicola. Si pensava che Alemanno indirizzasse il suo cipiglio decisionista verso problemi ben più seri e invece si è impaludato nelle sabbie mobili di una polemica francamente inutile. Il virus della toponomastica ha colpito anche lui, che in campagna elettorale si diceva vaccinato alle cose propagandistiche. Per di più Almirante ha un passato da capo di gabinetto nel MinCulPop dei repubblichini e da bastonatore nelle piazze. Ma alla stortura si aggiunge stortura: cioè un veltronismo latente che porta Alemanno a voler dedicare una strada anche per uno di sinistra (Berlinguer) e uno di centro (Fanfani). La par condicio rispettata anche in toponomastica.

Liberazione, l’house organ di Rifondazione Comunista, è abbonato alle cause perse. Adesso s’è messo a sponsorizzare la grazia per Annamaria Franzoni. Una cosa talmente impopolare che solo a nominarla si perdono voti. Ma loro sono così, autolesionisti sino in fondo. Peraltro per la grazia non sussistono i fondamenti visto che la Franzoni non si è mai dichiarata colpevole di figlicidio e quindi pentita.

Brunetta sarà pure animato di buoni propositi, ma quando ha parlato dei dipendenti pubblici come una casta di fannulloni da educare si è praticamente castrato da solo. L’espressione “colpirne uno per educarne cento”, direttamente mutuata dalle Br, non è piaciuta ai sindacati. Si preannunciano momenti difficili per l’hobbit della Funzione Pubblica.

I giornali titolano a tutto spiano: il Pd dichiara la fine dell’ostruzionismo, il governo rinuncia al decreto salva rete 4. Voi ci credete che Berlusconi manderà sul satellite rete 4? Io no.

Certe volte ci si stupisce di cose ovvie. Quando un bambino nasce e cresce in un ambiente malfamato, povero, permeato e inquinato dalla camorra è fisiologico che riproponga quell’aria che respira nei temi assegnati a scuola. 

“Sono di sinistra, ma non le appartengo. Voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Quando cambierò idea, lo dirò. O forse no. Sono fatti miei”. Il concetto espresso da De Gregori su Vanity Fair è bellissimo e per certi versi condivisibile. Non si può dire altrettanto del suo ultimo album, per brevità chiamato artista, svaporato della vena poetica dei bei tempi. L’unico brano degno di nota è “celebrazione”.

 

La destra ringalluzzita


 

È tutt’altro che casuale questa recrudescenza, questo ringalluzzimento della destra più violenta. Casi come quello di Verona, i raid romani xenofobi e gli scontri di oggi alla Sapienza non sono episodi sconnessi ma il sintomo di qualcosa di preoccupante. 

 

Roma volta pagina


Gianfranco Fini, prossimo presidente della Camera, appena appreso il clamoroso risultato delle elezioni romane ha dichiarato: “ringrazio i tassisti”. Sì, ha detto proprio così. Ringrazio i tassisti.

Maurizio Gasparri, invece, volato dallo studio di Sky al Campidoglio per festeggiare dice: “Ora ho una sola speranza, anzi un sogno nel cuore: Goffredo Bettini in Thailandia!”

 

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