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Uccisa Benazir Bhutto, Musharraf ringrazia


benazir bhutto 

L’attentato di stamane in cui ha perso la vita Benazir Bhutto lascia molti dubbi. Il secondo attentato – il primo proprio il giorno del suo rientro dopo l’esilio – è stato fatale alla leader dell’opposizione, che era intenta in un comizio a due settimane dalle elezioni.

La morte di Benazir Bhutto può rivelarsi non uno smacco agli americani, che l’avevano fatta rientrare in patria per sospingerla alla vittoria nelle elezioni, ma un favore proprio per il novello despota Musharraf.

Morta la sua maggior contendente, Musharraf non avrà problemi a farsi rieleggere.

Lo show americano di Ahmadinejad


Il Presidente iraniano Ahmadinejad, intervenuto alla Columbia University e per nulla intimorito dalla poco lusinghiera presentazione del rettore che lo ha definito “un mediocre dittatore”, ha ribadito che il suo programma nucleare ha fini pacifici. Ma il Presidente iraniano ha parlato anche dell’Olocausto: “Ammettendo che sia esistito – ha detto – perché devono pagarne le conseguenze i Palestinesi se è avvenuto in Europa”. Infine la condizione femminile, definita “eccellente”, e l’omosessualità: “Da noi non esistono omosessuali come negli Stati Uniti”. In effetti, la dichiarazione corrisponde al vero, in Iran gli omosessuali vengono impiccati.

I dubbi di Bologna


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Mentre il Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha in animo di dichiarare guerra ai colombi che sporcano i monumenti, Bologna si arrovella intorno alla questione islamica. La nuova moschea – una vera e propria cittadella con minareto di seimila metri quadri – divide i bolognesi. La Bologna rossa, la Bologna solidale e tollerante, per la prima volta si scopre diffidente col prossimo, protesta vibrata e minaccia referendum. Così, Sergio Cofferati è stato costretto a tirare il freno a mano: “La costruzione è solo sospesa”, dice. Il ripensamento dell’ex leader CGIL arriva non tanto per l’opposizione della CDL e della Curia Vescovile, ma soprattutto per l’umore della cosiddetta “società civile”. L’allarmismo, da più parti agitato, verso i “siti islamici” ha di fatto indotto la sommossa da parte dei residenti del quartiere dove dovrebbe sorgere la nuova moschea. Da un lato la Costituzione, che sancisce diritti e rispetto per tutte le religioni, dall’altra il rifiuto dei cittadini. È giusto privare i musulmani di un diritto? Può un Sindaco andare contro la volontà degli stessi cittadini che lo hanno acclamato con grande consenso elettorale? Dirimere la questione non sarà facile, nemmeno per un sindacalista scafato di trattative.

Il nuovo messia dell’ipocrisia


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Al Gore si è rialzato molto faticosamente. Dopo la sconfitta patita alle Presidenziali statunitensi è caduto in depressione, è ingrassato e ha iniziato a fare uso di psicofarmaci, poi complice un’ottima situazione economica, le sue sconfinate conoscenze e un intuito fuori dal normale, è rinato come anticonsumista ed ecologista. È diventato un simbolo dopo il docufilm “una scomoda verità”, premiato addirittura con l’Oscar. Ora Al Gore spinto dal possente movimento ecologista americano, potrebbe rilanciarsi nella corsa per la Casa Bianca. Poco conta se predica bene e razzola male, infatti, la sua villa consuma più elettricità di una contea. Non va meglio all’altro candidato democratico, John Edwards, un vanitoso propugnatore dell’anticonsumismo che spende 1200 dollari per farsi rifare il ciuffo da un barbiere di Hollywood. In fondo tutto è scena o quasi. Anche il planetario concerto per salvare il mondo, il Live Earth. Un carrozzone di canzonette che vorrebbe insegnarci ad essere più buoni, più rispettosi dell’ambiente, ad usare le lampadine a basso consumo, a tirare meno lo sciacquone, a riciclare quello che si può riciclare. Ma cosa hanno di anticonsumistico o di ecologista le star che si esibiranno? Sono persone rette, rispettose dell’ambiente in tutte le sue accezioni? In fondo un quarto d’ora d’esibizione assicura una copertura mediatica fenomenale. Dunque solo qualche ora di sano buonismo, tanto domani tutti torneremo alla nostra vita. In questo pandemonio di ipocrisia Al Gore è seduto proprio al centro e oggi sarà incoronato come nuovo messia dell’ipocrisia.

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