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Abuso d’indulgenza


Le sentenze vanno rispettate ma non è detto che non si possano criticare. Adesso che la giustizia ha emesso il suo verdetto sulle violenze a Bolzaneto durante il G8 di Genova, si apre inevitabilmente il dibattito sulla giustezza della giustizia. Accertando che ci furono gravi abusi di autorità, è del tutto evidente che quindici condanne sono un risarcimento molto misero per i maltrattati di Genova. A Genova la catena di comando della Questura non operò secondo legge, chi ordinò lo fece in modo avventato e chi doveva sorvegliare chiaramente era distratto. Tralasciando pure le varie ipotesi di insabbiamenti e reticenze, la giustizia è sempre meno giusta quando si tratta di giudicare le forze dell’ordine. Forse non sarà così come maliziosamente si pensa, ma il dubbio resta. Condannare solo quindici persone equivale a un altro schiaffo da aggiungere alle manganellate.

Le violenze impunite del lager Bolzaneto


Ma anche quelle della “macelleria” Diaz. I fatti di Bolzaneto, durante il G8 di Genova, sono oggetto dell’articolo di Giuseppe D’Avanzo.  Lo consiglio a tutti.

La cospirazione impossibile


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Nel giorno della sesta commemorazione per gli attentati di Al – Qaeda negli Stati Uniti, ritornano le solite voci di complotti. I complottisti, tutti statunitensi e tutti antigovernativi, sostengono che dietro agli attacchi ci sarebbe un disegno ordito dalla Casa Bianca. Questi signori sobillano che il crollo delle torri gemelle sarebbe stato indotto con l’esplosivo o da esseri extraterrestri travestiti da essere umani (secondo loro anche il principe Carlo sarebbe un extraterrestre). Mentre al Pentagono non ci sarebbe stato nessun aereo scagliato contro. Per smontare, una volta per tutte, queste balzane teorie sono scesi in pista pezzi da novanta come Umberto Eco, Paolo Attivissimo, Stefano Bagnasco, Piergiorgio Odifreddi. Il libro si intitola “La cospirazione impossibile” ed è curato da Massimo Polidoro, membro del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).

The (v)day after


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Non si può non ammettere che la manifestazione lanciata da Beppe Grillo, provocatoriamente denominata “Vaffanculo day”, abbia riscosso un indubbio successo. I timori sul facile populismo demagogico che avevo espresso sono stati confermati dal comizio che il comico genovese ha tenuto a Bologna. Non mi è piaciuta la facile retorica sulla morte di Pavarotti, che qualche mese addietro Grillo definiva un evasore fiscale. Non mi è piaciuto il tono usato nei confronti di Biagi, di Veltroni (che soltanto ieri l’altro lo si annoverava tra i sostenitori del v-day), e l’allarmismo sulle possibili malattie tumorali provocate dagli inceneritori. Ma in definitiva Grillo ha rispettato il suo personaggio, col tutto il corredo di termini e battute che sono il suo vero marchio di fabbrica. 50 mila persone a Bologna e 300 mila firme sono un tesoro di valore inestimabile, considerato che Grillo è un comico senza tv e giornali, ma solo con un blog. Peccato sprecarle per presentare al Parlamento una legge popolare che nei fatti diventerà carta straccia. Per votarsi contro i Deputati dovrebbero soltanto essere colti da improvvisa sindrome di tafazzi. E non mi pare sia una cosa possibile, conoscendo la classe politica italiana… A questo proposito, segnalo l’articolo dell’autorevole Michele Serra, e quello meno autorevole – ma non per questo meno interessante – dell’amica Eli.

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