Grande cantante e un uomo dissoluto


Ho più di un conato di vomito di fronte allo tsunami di commozione che investe tutto il mondo per la morte di Michael Jackson. Certo, della morte non si dovrebbe mai gioire, anzi la pietà è un sentimento che deve riguardare tutti, indistintamente. Ma il rispetto, la stupida venerazione, quella è una cosa che francamente trovo davvero inspiegabile.

Io provo pietà per Michael Jackson, anche se in vita è stato talmente razzista da cambiare il proprio colore della pelle; anche se in vita è stato più di una volta coinvolto in squallide storie di pedofilia, salvato solo dai suoi soldi che gli hanno permesso di ingaggiare favolosi avvocati o di tappare, a suon di risarcimenti milionari, la bocca ai genitori dei bambini violati. Io rendo grazie al cantante, non all’uomo: anche se la grandezza del primo ha sicuramente condotto il secondo alla dissoluzione mentale e fisica.

4 Risposte a “Grande cantante e un uomo dissoluto”

  1. Credo che quanto hai scritto è il comune sentimento popolare, ma tanto scontato da risultare fin banale, mi rifiuto di pensare che la venerazione dei milioni di fans che nel mondo lo “piangono” non sia esplicitamente per l’artista.
    quello era in modo eccelso, e ad essi poco importa delle sue umane fragilità.
    Di Maradona incantavan i piedi magici, di Tyson l’esplosiva potenza e le loro straordinarie vocazioni non posson esser subordinate alla loro pessima condotta di vita.
    L’uomo jackson era certo deplorevole, ma questo è un giudizio totalmente superfluo nei confronti chi ha scelto la musica per esprimere il meglio di se.
    E’ morto un grande artista, punto.

    ps. riguardo i bimbi considero altrettanto responsabili i genitori che han patteggiato (venduto) a suon di milioni l’innocenza dei loro figli, tant’è che è stato assolto.

  2. Giovanna Galasso Rispondi 27 giugno 2009 a 13:50

    “Ma il rispetto, la stupida venerazione, quella è una cosa che francamente trovo davvero inspiegabile”.

    La Venerazione per qualcuno o qualcosa è una distorsione mentale, una forma patologica di dipendenza emotiva.
    Il termine rispetto è altra cosa, siamo su una dimensione totalmente differente e quindi non lo si può abbinare alla “venerazione”.
    Un grandioso talento come Michael Jackson rimarrà nella storia, coem Elvis, come James Dean, come Marylin…
    Tutti gradiosi artisti, e tutti imperfetti umani.
    Giovanna Galasso

  3. Giovanna Galasso Rispondi 28 giugno 2009 a 09:07

    Il rispetto.

    Il rispetto è quel passo indietro che va compiuto dinanzi alla boria, all’arroganza, alla superbia della tentazione di giudicare.

    • Definire “cantante” michael Jackson è sbagliato.
      Cantante è solo il participio presente di un verbo.
      M.J. è stato uno straordinario artista. E benché la cosa ti disgusti, rimarrà nella storia.

      P.s. Ma Glenn Gould è un’altra storia.

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