Spioni e bugiardi (leggi McLaren)


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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La McLaren (fortunatamente) è stata di nuovo beccata con le mani nel sacco. “Sono qui per chiedere scusa di aver mentito. Il direttore tecnico mi ha detto di mentire ma mi sono sentito male subito dopo”. A parlare è il pilota della McLaren Lewis Hamilton nel corso di una conferenza stampa in cui ha ammesso di aver deliberatamente mentito sul sorpasso effettuato da Trulli in regime di safety car, provocando in un primo momento la squalifica del pilota abruzzese della Toyota. La Fia ha riascoltato le conversazioni del team e ha riammesso Trulli, squalificando Hamilton per condotta antisportiva. Il mea culpa di Hamilton è solo un modo per contenere le perdite, duro a questo punto potrebbe essere l’atteggiamento della federazione e di tutti gli altri team nei confronti della scuderia anglo-tedesca. La reazione più dura è venuta da un ex pilota della McLaren ora alla Renault: Alonso in modo lapidario ha detto che alla McLaren “sono abituati a mentire”. Dopo la spy-story ai danni della Ferrari, di nuovo la McLaren viene pizzicata in un comportamento antisportivo e non basterà certo la sospensione del direttore tecnico a calmare le acque. La McLaren ha, senza dubbio, pagato sempre troppo poco le proprie colpe: nella spy-story solo il team venne penalizzato e non i piloti che pure di quelle informazioni ne avevano usufruito per conquistare punti e vittorie. Persino sulla vittoria del campionato del mondo piloti pendono molti dubbi: il pilota inglese riuscì a guadagnare il punto che gli consentì di sopravanzare Massa solo all’ultima curva, quando il tedesco (…) della Toyota per un fantomatico guasto rallentò  andando fuori traiettoria facendosi quindi superare da Hamilton. Intendiamoci, la formula 1 non è un ambiente per collegiali e storie di pseudo-spionaggio e presunti favori ci sono sempre stati, tuttavia nel caso della McLaren ormai troppe e reiterate sono le violazioni del regolamento. Qualcosa dovrà cambiare e non è detto che alla base del tumulto tra federazione e sindacato scuderie non ci sia proprio la gestione di Ecclestone e Mosley.

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