Mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco


Una delle prime cose che insegnano agli apprendisti è che negli articoli di giudiziaria bisogna citare sempre il dirigente che si è occupato delle indagini. Polizia e Carabinieri sono da sempre piuttosto inclini alla vanità di leggere il proprio nome stampato su un quotidiano, cosa che oltre a popolarità porta sempre un buon percorso professionale. Figuriamoci quando si tratta di stendersi davanti alla telecamera per mostrare il frutto del loro sagace lavoro. Peccato che a volte, come è il caso dello stupro della Caffarella, poi le indagini smentiscano l’eccessivo trionfalismo dopo un arresto. Secondo gli esami della scientifica i due arrestati per lo stupro di San Valentino non sono compatibili col dna rilevato, con le impronte e con l’identikit. Praticamente due che non c’entrano nulla, anche se uno continua a dirsi colpevole chissà perché. Ecco a volte un sobrio comunicato potrebbe bastare, magari posticipando la sfilata mediatica a quando si hanno in mano prove inconfutabili.

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