Se potessi in Abruzzo voterei Chiodi


 

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Se potessi a Gianni Chiodi – il candidato del Pdl in corsa alle regionali in Abruzzo – gli stringerei la mano. Non sono tra i tanti che in queste ore gridano allo scandalo, si indignano perché un politico ha trasformato il suo comitato elettorale in un centro di reclutamento del lavoro. A Chiodi, al contrario, io esprimo la mia più totale stima perché ha reso – finalmente – evidente e palese quello che accade nelle segreterie dei politici da quando la Repubblica ha visto la luce. Nemmeno tanto segretamente, visto che, in sostanza, i programmi elettorali, quelli che si brandiscono sui muri e nelle tv nazionali, altro non sono che promesse. Promettere un lavoro nella campagna elettorale regionale non è forse come promettere un milione di nuovi posti di lavoro durante la campagna elettorale delle politiche? In Italia, salvo rarissimi casi, il voto di opinione non esiste. L’elettore vota o secondo paraocchi ideologici o perché sedotto dalle promesse del politico di turno. Io ti voto se mi dai qualcosa, almeno se mi dai illusione che mi darai qualcosa. Non s’è mai visto un politico non promettere mari e monti per accaparrarsi i voti; e non s’è mai visto un elettore che al politico non abbia chiesto una sistemazione per il figlio che sta disoccupato. Dunque quale sarebbe la colpa di Chiodi? In tempo di campagna elettorale, nelle segreterie personali dei politici c’è un andirivieni peggio che alla metropolitana. Gente che si mette in coda e aspetta ore e ore per parlare col candidato e chiedergli il benedetto favore. Il politico gli chiederà allora il voto suo e quello dei suoi congiunti, in cambio di un futuro interessamento. Molti politici usano addirittura schedare gli elettori secondo provenienza, parentela (numero di voti) e richiesta. Di questo nessuno mai s’è scandalizzato, tranne gli ipocriti che ora mettono in croce un povero fesso più onesto degli altri.

5 Risposte a “Se potessi in Abruzzo voterei Chiodi”

  1. non so altrove ma giuro che io non ho mai visto cose del genere nelle campagne elettorali a cui ho partecipato

    mannaggia io il mio posto di lavoro me lon dovuta sudare… 😀 😀

  2. In parte cio che hai scritto e’ vero ma , strigere la mano o votare gianni chiodi ce ne vuole .
    Se pa pensi cosi forse anche te alloa hai avuto un posto o aspiri ad averlo a quelle condizioni.
    complimenti !!!!!!!!!!!!!!!!

  3. non dire queste cose,in Italia la sincerità e la trasparenza sono una condanna a morte!!!
    prendi in giro le persone e le renderai felici!!!
    come con le donne del resto…

  4. Sono d’accordo conn te: queste cose le fanno tutti, più o meno velatamente. Almeno questo lo fa alla luce del sole senza negare niente.
    Comportamento deprecabile, naturalmente, ma siamo noi (italiani) che lo avalliamo col nostro comportamento.

  5. Fine anni 60: il parroco nel paese della provincia romana dove insegnavo distribuiva i pantaloni della tuta da ginnastica prima delle elezioni e il sopra dopo!
    ciao, marina

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