Le stragi sul lavoro non si fermano con una sentenza esemplare


thyssenkrupp-250

Sono parecchio contento del rinvio a giudizio per omicidio volontario dei vertici della Thyssen Krupp per la strage di nello stabilimento di Torino, dove morirono sette operai. Certo non esulto, perché si tratta comunque di una decisione isolata che probabilmente non cambierà l’andazzo giudiziario di tutte le altre stragi sul lavoro. L’incriminazione dei datori di lavoro per omicidio colposo resterà comunque il capo accusatorio più usato. Peraltro, in linea teorica, sarebbe anche giusto, in quanto nessun imprenditore volontariamente decide di uccidere un proprio lavoratore; tuttavia, però, questa “plateale” accusa di omicidio volontario può essere come una spada di Damocle, un incentivo al miglioramento delle condizioni di lavoro. È nelle pieghe quotidiane che devono cambiare le cose: la negligenza degli imprenditori sulle norme di sicurezza, l’eccessivo sfruttamento del lavoratore. Che un processo mediatico, come questo della Thyssen, si concluda con condanne esemplari, francamente non è detto che cambi le cose. 

2 Risposte to “Le stragi sul lavoro non si fermano con una sentenza esemplare”

  1. Purtroppo non esiste in Italia una figura intermedia tra l’omicidio colposo e volontario da applicare in casi come questo oppure ai pirati della strada, per esempio. L’accusa di omicidio colposo è troppo blanda, quella di omicidio colposo troppo pesante. E purtroppo sarà molto difficile da sostenere nel processo, nonostante abbia sicuramente effetto mediatico.
    Mi chiedo come riuscirà il Pm a dimostrare la volontà di uccidere. Potrebbe addirittura finire male, con un’assoluzione. Speriamo di no.

  2. Intanto il Comune di Cesena ha ricompensato moralmente e indicato a pubblico esempio per la sicurezza sul lavoro la Paresa spa, un’azienda in cui è morto un operaio. Che senso ha?
    http://noirpink.blogspot.com/2008/11/azienda-killer-pentita-premiata-per-la.html

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