Il Madre, da museo a discoteca


A parte il fatto che l’arte contemporanea spesso è una cazzata solenne, infatti sfido chiunque ad entrare in un museo di tal genere tentando di capire a quale titolo si definisca arte certa ciofega imbandita. A parte questa premessa, sappiate che a Napoli – come sempre – succedono cose incredibili. Il museo Madre – museo di arte moderna finanziato con soldi pubblici – da qualche tempo ospita manifestazioni a dire il vero poco artistiche. Di sera si trasforma in un disco-bar con tanto di dj e ospita fino a 600 persone. “La danza è un’arte nobile”, dice il direttore del museo, che nel frattempo è finito nella bufera per l’intervento dei vigili urbani dopo l’ennesimo festino. Al direttore si contesta la mancanza delle autorizzazioni necessarie e addirittura la costruzione abusiva della discoteca dove si tengono le serate del Madrenalina. E soprattutto gli si chiede quale relazione ci sia tra una discoteca e un museo. Se è vero, come sostiene il direttore, che con i proventi delle serate del “madrenalina” ci pagano le bollette della luce, vuol dire che si afferma il fallimento del Madre. Evidentemente l’arte contemporanea non tira e il museo s’è dovuto riciclare in discoteca. Ma allora perché non chiudere il museo, investendo i soldi pubblici in altre cose meno nobili ma più utili alla comunità, e aprire direttamente un bel lounge bar senza mentite spoglie?

11 Risposte a “Il Madre, da museo a discoteca”

  1. ma scusa vuoi mettere una notte al museo…a bailar

    invece che a mirar???

    😉

    pensa se al louvre facessero lo stesso

  2. Continuo a preferire l’arte “classica”….

  3. io ringrazio il cielo che a napoli c’è un museo di arte contemporanea, e ritengo che sia piacevole poterci andare la sera a bere qualcosa, sentire musica e vedere video, soprattutto se con lo stesso biglietto poi posso tornarci nel week-end per visitare le esposizioni, che non è detto che piacciano a tutti, ma comunque fanno parte che lo vogliate o no della nostra cultura contemporanea.

  4. Inviterei chi scrive sul blog ad essere piu’ corretto nella pretesa di fornire informazioni…..buon senso vuole che quando si parla di finanziamenti pubblici mi si dica anche di che tipo di finanziamenti si tratterebbe; buon senso vuole che quando si parla di fallimento di un’attivita’ culturale come quella di un museo di arte contemporanea mi si dica anche quali e quante sono le attivita’ culturali nel mondo che chiudono il proprio bilancio in attivo.
    Resto in attesa di risposte informate e documentate.
    Grazie.

  5. Forse perchè non si vive di solo pane, se in tutto il mondo questa “ciofega imbandita” attira milioni di visitatori e qui da noi no le motivazioni sono due

    1)Sono tutti ignoranti come te (o come populisticamente ti spacci di essere) e quindi è meglio spendere questi soldi in cose più “terrene” e pratiche e fancul.o alla cultura se ne vadano fuori la gente con il cervello e facciamo dell’Italia il luogo dei fan di Uomini e donne

    2)Cerchiamo di capire cosa c’è che non va e rilanciamo il museo in modo che sia quello che dovrebbe essere.
    Poi se si balla poco male se serve a coprire i costi ma se diventa una foglia di fico per coprire il fatto che il museo è poco visitato allora hai ragione tu

  6. Vorrei credere che sia stato soltanto un tentativo per avvicinare menti distratte…

    In questi ultimi anni, se probabilmente qualcosa di utile è stato fatto, sicuramente quello di investire in arte e cultura la ritengo una buona mossa. In questo inferno di pulcinella c’è ne davvero bisogno.
    A Oporto, per esempio, ogni anno si celebra il “Serralves in Festa”, una manifestazione estremamente interessante. Durante 40 ore consecutive il museo di arte contemporanea ed il suo parco si trasformano in un concentrato di eventi dalle mille sfaccettature.

    Non capisco perché bisogna essere sempre pronti a criticare e a giudicare tutto ciò che non rientri nei parametri dei nostri preconcetti.
    Spero che il link qui sotto possa esservi utile…

    http://serralvesemfesta.com/gca/index.php?id=26

  7. ciao, vedo che sei, purtroppo un emerito ignorante.
    Definire l’arte contemporanea una ciofeca è da ignoranti, a dir poco.
    Studia, leggi i libri, viaggia, vai nei musei…e poi puoi parlare d’arte.
    Meglio aprire un lounge bar che un museo…certo.

    Saluti, l’ultima volta che vengo su questo blog.

  8. capito qui perché cercavo il nome di quella chiesetta gotica che sta confina col Madre. L’ho visitata a termine del giro fatto nel museo in occasione della mostra su Rauschenberg: a parte le due installazioni meravigliose, ho scoperto una scheggia di assisi sotto il vesuvio.

  9. Angelo Riviello Rispondi 2 marzo 2009 a 15:11

    Queste prese di posizioni (molto demagogiche) danno l’ennesima conferma di vivere in un paese in continua lotta, tra le forze progressiste e quelle reazionarie..tra le più bigotte del mondo occidentale, e lei signor Vergara, è un tipico rappresentante (un prototipo)di reazionario provinciale e benpensante made in Italy. Com’è possibile parlare con lei se di un Museo d’arte contemporanea ha un concetto di “morte”? Un Museo d’arte contemporanea, in questo caso il Madre, che è uno dei fiori all’occhiello (insieme al PAN), di una Napoli contemporanea, che della città sta dando un’immagine internazionale, vivace,creativa e ricca di fermenti..è innanzitutto un Museo “Vivo”. Un Museo del presente che anticipa o dovrebbe anticipare, ciò che sarà la cultura in auge nei prossimi anni, incentivando e stimolando così la giovane arte. Non si tratta di un Museo Archeologico che parla solo di passato..ma anche se fosse, è un segno di civiltà, avere dei servizi all’interno di questi spazi pubblici, come avviene nel resto d’Europa, di tutto il mondo occidentale e negli USA. Questi servizi, pensati, anche come una sorta di autofinanziamento..data la scarsità di fondi in un Italia che non investe nel futuro e nella ricerca, in tutti i suoi aspetti, con decine e decine di ricercatori (tra questi anche gli artisti e tanti giovani), costretti a trasferirsi altrove, in altri paesi più civili e progrediti!!!!!
    Questi sono fatti! Le sue caro Vergara sono solo chiacchiere e pettegolezzi, per non dire veleni, su alcuni aspetti positivi di una città, che tenta di riscattarsi, da un’immagine stereotipata legata alla “camorra”…alla monnezza, alle discariche e a tutto ciò che fa rallegrare i “nemici” di Napoli e del Sud Italia in generale!!!!

    Signor Vergara, la prego di informarsi sulle attività e sulla natura di altri Musei d’Arte Contemporanea, istituiti e operanti in altri Paesi Europei, prima di fare pessime figure sparando cazzate solenni!!??

    CA’ NISCIUNO E’ FESSO!!|!!

  10. Per caso ci siamo imbattutti in questo blog…Siamo rimasti, a dir poco, allibiti, di fronte a certe considerazioni, o opinioni dell’autore del blog, se così si possono definire, a parte la soggettività nel vedere l’arte contemporanea come una “cazzata solenne”. Sono opinioni, infatti.

    Noi siamo uno Spazio…Spazio “Utopia Contemporary Art”. Un’associazione senza scopo di lucro, che parla ai giovani e con i giovani, nel coinvolgimento di artisti intergenerazionali over e under 35. Ebbene, non abbiamo mai avuto nessuna sorta di contributi o finanziamenti pubblici (forse anche per colpa nostra), ma una cosa è certa: conosciamo molto bene le dinamiche di una nazione come l’Italia…una nazione che invecchia, che non investe sulla scuola, sulla cultura, sull’arte…sul futuro, come abbiamo già letto in un altro intervento…e dove decine di giovani, ogni giorno si trasferiscono o emigrano, altrove, in Paesi più accorti, più seri e più attenti, come la Spagna, la Germania, l’Olanda, ecc.
    Noi siamo…e abbiamo uno Spazio come sede, ubicata su due livelli di 70 m2. Il primo livello è adibito a incontri vari e ad esposizioni personali e collettive. Il secondo, invece sarà adibito (sarà…perché al momento è impossibile), a piccola enoteca, aperta ai soli soci dell’Associazione per inventarci, dei fondi e pagare appunto, la classica “bolletta della luce”, il telefono, il riscaldamento, i tributi, ecc., ecc. e tentare di coprire le varie spese legate sia al funzionamento della sede e sia ad un’attività artistica e culturale (che non sono poche). Enoteca, aperta gratis al pubblico tutto, nel vernissage di eventi vari e mostre. Aperta anche a scopo promozionale: una volta al mese.
    Morale della favola: secondo il signore del blog, noi non dovremmo aprire l’enoteca, fornendo così anche un servizio ai visitatori…perché ritenuta “immorale”?

    Sa come diceva Totò in una delle sue famose battute? Ma mi faccia il piacere!!!!

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