Diamo a Collovati la tessera di giornalista


Fulvio Collovati

Fulvio Collovati

Quando si parla di calcio si entra in una terra calpestata da mille partigianerie. Ma se per un istante ognuno provasse a privarsi della propria fede calcistica, si accorgerebbe della giustezza delle parole di Aldo Grasso. Ci si accorgerebbe pure che quasi Aldo Grasso sembra Beppe Grillo quando bolla di servilismo i giornalisti sportivi. Chiariamo: sono casi completamente diversi. Però la mente è naturalmente portata a fare quel tipo di assonanza, in un tragitto che parte dalla politica e arriva all’oppio del popolo italiano: il calcio. Aldo Grasso ha mille, anzi un milione di volte ragione nel denunciare la totale inconsistenza dei giornalisti sportivi, incapaci non dico di guerreggiare con Bush ma persino con l’ultimo degli allenatori. Troppo banali, troppo scontati e troppo attenti alla diplomazia. Forse. Oppure sono gli addetti ai lavori del calcio ad averli tirati su col bromuro, sudditi peggiori dei peggiori arbitri con le grandi. Aldo Grasso ha di nuovo ragione se dice che non è Mourinho ad essere un fenomeno ma sono i giornalisti ad essere scarsi.

3 Risposte a “Diamo a Collovati la tessera di giornalista”

  1. credo che basti leggere le principali testate sportive (gazzetta dello sport e corriere dello sport su tutte) per capire come funzioni il giornalismo sportivo in italia.

    ok, mi si dirà che scrivono solo di Milan, Inter, Roma e Juve perchè hanno il maggior bacino di utenza, però poi mi fa strano leggere che si lamentano della conduzione arbitrale a favore dell’una o dell’altra, quando poi loro sono i primi ad essere asserviti

  2. Diciamo che la maggiorparte degli ex calciatori che non lavorano piu’ nel calcio, sono piu’ frustrati dei loro colleghi sulle panchine. D’altronde posso capirli. Dopo anni di vita sull’erba all’aria aperta e anni di platee dove loro erano le star, ricoprire un ruoletto nell’ingranaggio della informazione …..non ce li vedo proprio.

    Preferisco i telecronisti alla Aldo Serena. Almeno li possono dire quello che pensano veramente.

    k

  3. le cronache sportive, in particolare del calcio, sempre più di frequente sono banali, se non tragi-comiche. Il grande Fulvio Collovati, sempre elegante, simpatico, coerente e deciso, emerge per onestà e chiarezza. Possiede le doti, l’istinto e il fiuto del vero giornalista, olre un palese intuito, proprio da campione che è stato. Molti altri “collaboratori” di giornalisti di calcio sono penosi. Inducono ad abbassre l’audio della TV. Ripetcono sempre, in modo comico e maldestro, quello che dice o ha detto lo stesso giornalista di “servizio”; incapaci di spiegare l’aspetto tecnico di base, l’azione atletica individuale o di gruppo, ecc.. Irritano il telespettatore chi con voce a “falsetto” o col parlare non adeguato, nè di visione di gioco. La colpa, certo, non è la loro, ma forse del regista o di chi li “ingaggia”. Perciò, spero si faccia un bel raffronto di paragone-selezione con le qualità del nostro Fulvio Collovati. Grazie.

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