A’ pilota ma vedi dannatte a fanculo


Sono umanamente vicino a quanti nel disastro che coinvolge Alitalia potrebbero perdere il posto di lavoro o peggiorare le proprie condizioni di vita e dunque anche quelle dei loro cari. Però l’arroganza dei piloti e delle assistenti di volo non ha fine. Giorni fa, praticamente ai primi incroci di fioretto tra sindacati e Cai, le assistenti di volo dissero che erano paragonate ai metalmeccanici. Oggi, i piloti di Alitalia che volano meno e guadagnano di più dei loro colleghi nel mondo, dicono di essere trattati come le colf. Ancora mi sto domandando quale differenza sostanziale ci sia tra il lavoro dell’assistente di volo e quello di un metalmeccanico, posto che nel primo caso si tratta di gesticolare in modo inconsulto e servire bevande a bordo, mentre nel secondo di farsi il culo una vita essendo pagati di meno. Mi chiedo pure perché un pilota dovrebbe avere la presunzione di credersi meglio di una colf che poverina non avrà la responsabilità di molte vite umane ma svolge un lavoro onesto senza privilegi e anzi essendo – come ora – snobbata dalla società. Questi due esempi appena enunciati spiegano meglio di tanti sondaggi come mai gli italiani ne hanno le tasche piene di questi signori.

18 Risposte a “A’ pilota ma vedi dannatte a fanculo”

  1. … è la cosa più intelligente sulla vicenda che abbia letto nei blog di questi giorni. Complimenti a te!…

  2. ma come si fa, dico io, ad essere il Paese, forse l’unico in Europa, capace di autodistruggersi da solo, indipendentemente da chi stia al Governo, e di perdere la “pMisteri gloriosi e incapacità atavica di amministrare e in un senso e nell’altro. Non è possibile che in Italia non vi sia un settore che non sia crisi…

  3. Antonio sono pienamente d’accordo. E poi lo sanno tutti che il sindacato dei piloti è sempre stato tra i più potenti in italia, che l’ha fatta sempre da padrone nelle trattative per contratto e retribuzione. Io, che lavoro nel settore multiservizi con CCNL equiparato in tutto e per tutto a quello delle pulizie sono profondamente offesa dall’arroganza di chi paragona la sua sua situazione, per quanto misera, alla vera miseria.

  4. sono pienamente d’accordo con te come ho già detto in altri commenti su altri blog.
    Purtroppo la situazione ha bisogno di una svolta altrimenti la loro arroganza porterà tutti al fallimento!
    Un po ‘ come muoia sansone con tutti i filistei!

  5. La tua mi sembra un’opinione che posso comprendere solo perchè vedo che razza di bombardamento mediatico ci stanno dando le reti dell’amico fritz per dipingere i piloti come insaziabili lucratori.
    Io non ho elementi a sufficienza per giudicare, credo che mi dovrei informare di più, ma dalle (rare) interviste che fanno ai dipendenti (piloti, hostess e quant’altro) Alitalia non mi sembrano spocchiosi che difendono i loro privilegi, hanno piuttosto l’aria dei disperati.
    Ti prego ad ogni modo di fornirci delle fonti (immagino che ti sarai documentato prima di scriverne) da cui possiamo controllare se effettivamente gli stipendi degli operatori di volo Alitalia eccedono così tanto la media europea. Da quelle interviste (a volte con busta paga mostrata alle telecamere) non mi è sembrato.
    Degli interessi e dei profitti di investitori e politici invece non ne sta parlando nessuno, o quasi.
    Ma non c’è intento polemico. Ripeto, al momento non sono granchè informato. D’altronde può essere benissimo che i piloti, da brillanti attori, abbiano finto la loro disperazione, mentre i politici e i giornalisti, come al solito, manifestino nei loro commenti il loro proverbiale candore.

  6. Cris: io ho sentito parlare di 10.000 euro. Mio fratello guida le ambulanze e lavora anche più di 12 ore al giorno (spesso anche il sabato e/o domenica) e ti dirò, non sempre supera i 1.100 euro al mese (straordinari inclusi). Sembra che i piloti Air One non arrivino a 7.000.
    Se è vero, c’è sproporzione con gli altri lavori, motivo per cui il populino è tendenzialmente dalla parte di chi non comprende perchè non possano fare qualche sacrificio ma preferiscono far fallire la compagnia (così sembra dai media, giornali ecc…).
    E comunque sono d’accordo con Antonio. Da fastidio il paragone con gli altri mestieri, perchè sembrano usati in modi “dispregiativo” nei confronti di altri lavori con stipendi decisamente più “umili”.

  7. ops lo incollo
    che possono comunque ringraziare il cielo per tutti i benefici di cui hanno goduto fino ad ora e che adesso, come è successo in silenzio a migliaia di altri loro connazionali a seguito di fallimenti, si rimboccheranno le maniche pure loro e si cercheranno un altro lavoro con buona pace di tutti. Ok? – Elena

  8. Leggendo i contratti Alitalia ho fatto qualche considerazione sul paragone con le colf:

    http://permartina.blogspot.com/2008/09/alitalia-anpac-vergogna.html

  9. Io non tralascerei il fatto che una buona parte della responsabilità per le condizioni attuali dell’Alitalia sta sulle spalle dei piloti, e risalgono a parecchio tempo addietro. Gli scioperi a vanvera hanno creato ad Alitalia una pessima fama in fatto di affidabilità

  10. Ringrazio Giuy che ha ritenuto che il mio commento di ieri fosse degno di una risposta e Marco che ha fornito qualche indicazione sui contratti.

    Vorrei dire che l’affermazione dell’Anpac (quella che conteneva anche l’accenno alle Colf) a mio parere è stata sbagliata solo a livello mediatico, diciamo che ha decisamente offerto il fianco per tutte le polemiche che sono venute a seguire; ma è invece correttissima se la si esamina oggettivamente.

    http://www.anpac.it/popleggiarticolo.php3?id=24670

    Non so se stimate Marco Travaglio, ma nel post del 20 settembre (che ho letto poco fa) del suo blog io mi ci rivedo perfettamente:

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

    DIVIDE ET IMPERAT. Questo è quello che sta facendo questo governo (e tutti i media al seguito, si intende), e lo sta facendo benissimo e con il più abile populismo. Sta riuscendo a non perdere la faccia nemmeno di fronte al disastro che ha combinato facendo leva sulle nostre invidie reciproche.
    Vi siete accorti che per il Cavaliere sembra tutto facile? Non sono problemi complessi quelli dell’Italia, lui con un colpo può risolvere tutto. Fosse vero, sarei il primo a rallegrarmene. Purtroppo però i nodi alla fine vengono al pettine. Così è successo stavolta. E siccome, per “questioni di immagine”, ora serviva un capro espiatorio, eccolo: “Di chi è la colpa? Ma sicuramente di questi qui… la prova? Guadagnano molto più della maggior parte di voi!”
    Io un pilota di aerei non lo conosco nemmeno alla lontana, e di difendere la loro categoria non me ne può fregare di meno. Ma come mai nessuno parla di quello che guadagna un manager? Come mai non si parla delle loro politiche aziendali? Come mai non si tirano fuori le storie personali di questi 18 imprenditori (se siete curiosi c’è il post del 14 settembre sempre nel blog di travaglio)?

    No, noi guardiamo ai piloti dell’Alitalia (che da sempre più voci mi sembra di capire che sono SOTTO la media europea, non sopra, per quanto riguarda gli stipendi). E li mandiamo a quel paese. “Operazione riuscita”, staranno pensando, mentre guardano verso il basso e ci vedono agitarci in questo modo.

    Cioè: ci stanno mettendo con il culo per terra, uno dopo l’altro, una categoria dopo l’altra, fino a che solo i “privilegiati” (leggi anche: gli impuniti) rimarranno a galla, e noi che facciamo? Invece che incazzarci come delle bisce all’ennesimo scempio e mandarli a cagare una volta per tutte, siamo contenti perchè ora i piloti “si rimboccheranno le maniche pure loro e si cercheranno un altro lavoro con buona pace di tutti”. Ci sanno fare, i signori, non c’è che dire.

    Fosse stato così populista anche il governo Prodi (non difendo nemmeno Prodi: dico solo che non è mai sceso così in basso per ottenere il consenso popolare) sarebbe riuscito a far passare di sicuro il disegno di legge sulla liberalizzazione delle licenze dei tassisti: sapete quanto guadagna un tassista? Uno sproposito. Forse più di un pilota Alitalia.

    Per fare un esempio.

    Ora mi taccio.

  11. veramente nello stesso pezzo o in un altro accanto c’era scritto che gli italiani so’ solidali con loro…eeeeeh!

  12. È indispensabile una compagnia così?
    Si parla di disastri, tragedie e drammi che si
    consumerebbero perché l’Alitalia pare sia avviata al fallimento. Cosa c’è di tanto tragico nel fallimento di una compagnia aerea? Non è la prima e neppure l’ultima. Sono passate per questa tappa forzata la compagnia nazionale belga e quella svizzera, i dipendenti sono stati riconvertiti e gli aerei sui cieli di Belgio e Svizzera continuano a volare come prima. Completamente fuori luogo i richiami al patriottismo che vengono lanciati da chi paventa la scomparsa della compagnia di bandiera, proprio in un periodo in cui nella bandiera, quella tricolore, sono in molti a non riconoscersi più. Patriottismo di maniera che nasconde il reale secondo fine, la conservazione dei troppi privilegi che per anni sono stati concessi al dipendente tipo Alitalia. Ci sono nazioni che da sempre hanno scelto di non avere una compagnia di bandiera. Si chiama Sas ed è la compagnia aerea scandinava che riunisce Svezia, Danimarca e Norvegia. I cittadini di quei regni non subiscono nessuno “scompenso psicologico” se prendendo l’aereo e non vedono sulla coda la propria bandiera nazionale. Nessuna compagnia low cost ha a che fare con il territorio ai cui appartiene eppure vola felice e serena, ma soprattutto non in perdita.

  13. mi spiace non suscitano in me alcuna empatia, ne conosco qualcuna che lavora all’alitalia e non mi par di ricordare che si sia mai ammazzata di fatica

  14. Cris:(ciao :))io non invidio i piloti alitalia anche se prendono molto più di me. E nemmeno quelle delle altre compagnie. E sinceramente possono anche faticare di più, ma cavoli loro 🙂 Io guardo alla mia di fatica 🙂
    Non dico che debbano fare di tutto pur di rinsavire Alitalia, perchè immagino che anche loro abbiano una dignità di lavoratori, però mi son sembrati “esagerati”. Nel senso che su qualcosina potevano anche andare incontro a chi prova ad intascarsi Alitalia. Io non farei di tutto per salvare il mio posto di lavoro, ma sicuramente farei tanti sacrifici.
    Mi è sembrato esagerato vederli preferire perdere il lavoro, piuttosto che concludere un accordo (svantaggioso? e chi dice di no?Ma forse sempre meglio del tutti a casa) che sembrava quasi raggiunto con la Cai.
    Poi il fatto che Silvio ribalti il tutto a suo favore, è vero e non posso darti torto.Tra l’altro la Cai aveva anche fatto finta di andarsene sbattendo la porta, ma mi sembra ancora lì, in attesa che qualcuno la richiami a fare l’eroina di turno.

    Ti dico come la penso io. Io Penso che come la mettiamo, siamo politicamente strumentalizzati.
    Da una parte c’è le sinistra che cerca di appioppare Alitalia ad una qualsiasi compagnia straniera (AirFrance). Tra l’altro la stessa fu anche l’UNICA COMPRATRICE, prima che Silvio ci mettesse naso e prima che il Prodi tornasse in quel di Bologna.
    Poi è salita al potere la destra che insiste con la cordata italiana, UNICA COMPRATRICE.
    Saltata anche questa, mi sembra che i due schieramenti politici stiano cercando di portare acqua al proprio mulino.
    Ecco, la mia idea è che tra i due contendenti chi ci perderà saranno proprio i lavoratori.

  15. Si sapeva che andava a finire cosi…

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