Indulto hi-tech


Nel frattempo che l’ici rientri dalla porta di servizio, il Governo sta pensando a nuove norme per sfoltire le carceri nuovamente stracolme. È allo studio un braccialetto che dovrebbe localizzare il detenuto in ogni suo movimento, qualora lasciasse gli arresti domiciliari. Il problema è che – come ha indagato l’Espresso – il braccialetto è già a disposizione del Ministero della Giustizia e dell’Interno da diversi anni. Lo stato, infatti, paga 11 milioni di ero alla Telecom, che fornisce la tecnologia per farli funzionare. Sono circa 400 e sono stati tolti dal servizio “attivo” dopo che ci si era resi conto di quanto lacunoso fosse il servizio. Dunque il Governo dovrà escogitare un altro modo per fare uscire di galera qualcuno senza chiamarlo indulto bis.

(via)

Una Risposta a “Indulto hi-tech”

  1. E’ una follia costosissima. I braccialetti elettronici non assicurano che il soggetto non scappi in 5 minuti, dato che il segnale è a corto raggio. Come ha detto ieri travaglio a passaparola, se un soggetto in libertà vigilata scende in cantina, le forze dell’ordine già non sanno più dov’è finito e se far partire mille allarmi. Alfano dovrebbe dedicarsi all’ippica.

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