Borgolnovo non segna più


Ad un certo punto la moglie di Borgonovo ha detto che bisogna elaborare la malattia, che non è facile accettarla ma soprattutto farsi vedere dagli altri in quel modo. Mi sono domandato come si può mai accettare di essere ridotti una larva e a comunicare giusto con gli occhi. Guardavo l’intervista in esclusiva di Sky all’ex calciatore Borgonovo, atleta di discreto talento ai suoi tempi tanto che lo soprannominarono Borgolnovo negli anni più prolifici al Milan, Como e Fiorentina. Adesso è malato di Sla: quella malattia che un po’ alla volta ti riduce in fin di vita senza che la medicina moderna possa fare nulla. Mi è preso un magone pazzesco: ho abbastanza anni per ricordare quando Borgonovo giocava, ora vederlo così è uno strazio. Nonostante tutto Borgonovo ha ancora voglia di vivere. Ma io se fossi al suo posto non chiederei altro che morire.

6 Risposte a “Borgolnovo non segna più”

  1. io anche penso che piuttosto che stare così preferirei morire, però poi mi ricordo di persone care che nonostante malattie bruttissime sono state così coraggiose e hanno combattuto fino all’ultimo con il sorriso sulle labbra per stare vicine più tempo possibile a chi amavano…

    non so …ti risponderò quando e se mi toccherà passarci

  2. Penso che se lui vuole continuare a vivere ne ha tutto il diritto e forse mi fa un po’ invidia la forza con cui continua a sperare. Io la penso come te, caro antonio, proprio perchè non avrei le forze di provare ad andare avanti e continuare a sperare nel miracolo.

  3. Credo che per poter esprimere un giudizio che ci rispecchi pienamente si dovrebbe essere nelle stesse condizioni di un malato. A volte ci sono cose alle quali noi “sani” neanche facciamo caso ma, per coloro che soffrono, sono l’unico attaccamento alla vita. Rispetto comunque il diritto dei malati terminali di scegliere, penso che sia un loro diritto inviolabile.
    Lory

  4. Io non credo, invece, che bisogna necessariamente fare “esperienza” della malattia per provare a dare una risposta. Credo che sia soprattutto questione di quale concetto di “vita” si ritenga valido…non èuna questione “empirica” ma filosofica e, in quanto tale ,riguarda profondamente anche noi “sani”

  5. @lucia, il fatto che tu abbia usato il verbo provare conferma la mia tesi. Tu puoi “provare” a dare una risposta. Ma la verità la conosce solo chi si trova di fronte alla scelta. Mia nonna, nella sua saggezza popolare, usava dire: è un conto parlare di morte, un conto morire. E’ filosofia anche questa, spicciola dirai tu, ma forse proprio per questo più attinente alla realtà. Naturalmente la mia è solo un opinione, senza pretese.
    Lory

  6. @Lory quello che dici mi convince. Allora, siccome è solo lui a provare il vero significato di quella condizione così assurda, che gli si lasciasse fare ciò ritiene più giusto per se stesso.
    Il guaio è che c’è gente come la Eluana, che non ha più questa occasione…e chiunque si permette di decidere per lei, sebbene – da “sana” – si fosse chiaramente espressa.
    Ciao

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