L’inferno della poesia napoletana: Giovanne o stuort


C’è una poesia lecita e una bandita. Un paradiso dei poeti e un inferno. C’è l’antologia della poesia napoletana e l’inferno della poesia napoletana. Si tratta di poesie composte da grandi letterati dal tenore sommariamente declassato come osceno. In realtà sono un compendio di sociologia. Come quella che a me più piace, giuvanne o stuort, che racconta la storia di una prostituta che adora un cliente masochista perché infliggendogli violenze riesce a vendicare per qualche minuto la sua storia sfortunata.

6 Risposte a “L’inferno della poesia napoletana: Giovanne o stuort”

  1. Bellissima… Mi hai fatto ricordare mio padre. Giulia

  2. si può dire c he l’autore è angelo Manna, a futura memoria

  3. certo hai fatto benissimo a ricordarlo.

  4. E’ una lirica bellissima….verista, in cui emerge lo spirito di ubna societa’ apperentemente trascorsa ma tuttora molto reale.

  5. Bellissima e maledetta come la realtà. Universale!

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