L’alpinismo come simbolo dell’iniquità


Tra ieri e oggi sono morti altri due operai sul lavoro. Quella delle morti bianche è un’ecatombe senza fine, che stenta persino a trovare spazio sui giornali, mentre i governanti di tutte le epoche non sono mai andati di là dei proclami. Accade invece che la sorte di due alpinisti trovi ampio risalto sui media che ci informano anche dei minimi particolari. Anche gli Stati non lesinano risorse finanziarie per trarli in salvo. Non dico che sia sbagliato: è giusto che siano salvati. Ma sarebbe altrettanto giusto che i giornali e soprattutto le istituzioni si occupassero primariamente di salvare le vite di quanti lavorano per mangiare, e non solo di quelli che rincorrono i primati alpini o le vacanze avventurose in Yemen.

6 Risposte a “L’alpinismo come simbolo dell’iniquità”

  1. antò scusa ma che c’entra l’alpinismo? Stavolta ha sbagliato bersaglio :)

    Devi prendertela col sistema mediatico (rivediti quel gran bel film “l’Asso nella manica” con K. Duglas), che dedica la sua attenzione dove gli conviene…

  2. Hai letto “nelle terre estreme”…sono idioti imprudenti o sono solo viaggiatori in cerca di libertá che sfidano la natura selvaggia.
    Bellissimo libro.

  3. Ti do’ ragione, ma per me potevi essere anche piu’ diretto…spero solo che le spese di recupero di questi 4 mentecatti non siano state coperte dalla colletivita’. Fosse per me li lascerei nel ghiaccio fino allo scioglimento completo dei ghiacciai, tanto non vanno male.

  4. Diciamocelo, i lavoratori che purtroppo muoiono e restano feriti più o meno gravemente, il più delle vote oggi giorno o nono stavano attenti a quello che facevano, o stavano facendo una cazzata, o avevano bevuto.
    Sicuramente molti incideti succedono per motivi “esterni”, ma molte altre volte centra solo la persona che ne paga le care conseguenze.
    Gli alpinisti?
    mica chediamo che si parli di noi.
    e i soccorsi sono i normali soccorsi che vengono prestati ai lavoratori, perchè l’operaio che si fa male riceve le cure dalla stessa squadra che va poi in montagna, quindi non parlare a vanvera.

  5. Con tutto il rispetto per i lavoratori e con tutto il cordoglio e il dolore per i caduti sul lavoro debbo dire che gli alpinisti sono tuttaltro che mentecatti. Anni fa sono stato anch’io un operaio e un alpinista, Sono stato orgoglioso di avere avuto entrambe le esperienze. Di certo tra le due attività sono diverse le motivazioni per cui si intraprendono, e in un caso si lavora per guadagnarsi da vivere nell’altro credo sia inutile spiegare il perchè si va in montagna, bisogna solo e semplicemente capirlo. Una cosa è certa l’alpinista vero non è un esibizionista, ma essendo a contatto con la natura piu selvaggia ha imparato a rispettarla. Onestamente quando dopo una settimana di lavoro potevo dedicarmi al mio sport preferito non mi sentivo un mentecatto, ma uno sportivo. La montagna mi ha insegnato molto (per chi vuole imparare), soprattutto l’umiltà.

  6. motociclisti,ciclisti,calciatori,giocatori di rugby,di hokey,piloti,cercatori di funghi,sciatori,tifosi,,nuotatori,navigatori,paracadutisti,deltaplanisti,fumatori,bevitori,chi piu’ ne ha…tutta gente che rischia molto,se necessita li curiamo o li lasciamo crepare lentamente?

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