Cobolli Gigli, commissario liquidatore della Juventus


Camogli Gigli (cit. Camillo) si evidenzia come protagonista assoluto del fallimentare mercato della Juventus. L’ex dirigente della Rinascente è stato dirottato alla Juventus dagli Agnelli, desiderosi di superare l’angoscioso post moggiopoli con la retrocessione in serie b. Nell’Italia degli impuniti, durante il processo sportivo Camogli Gigli assunse sulla Juventus tutte le colpe e chiese il favore di essere retrocessi. Tutti avrebbe negato ogni responsabilità, ma lui fiero no.  Soltanto una mezza rivoluzione di tifosi e giornali riuscì a contenere le perdite. Mentre tutto questo accadeva, Camogli vendeva tutti i pezzi da novanta, senza curarsi neppure di non darli alle dirette concorrenti come l’Inter. Poi implorò un vecchio cuore bianconero come Deshamps di prendere in mano la squadra penalizzata in serie b, il quale accettò con piacere senza sapere che di lì a un anno sarebbe stato licenziato. Gli fu fatale un mezzo approccio con Lippi, che non si concretizzò e dunque Camogli (consigliato per fortuna da Tardelli) fu costretto ad assumere Ranieri. Ma Camogli non ha mai smesso di chiudere i ponti col passato: tutti i campioncini comprati da quei furfanti – ma grandi conoscitori di calcio – della triade, in un modo o in un altro la Juve se ne sta privando. Dopo Nocerino e Lanzafame, Camogli ha dato anche Criscito e Palladino al Genoa. Ha poi acquistato Amauri, un gran bel giocatore che però va ad implementare un reparto tutt’altro che scarso. Invece nei reparti più bisognevoli di acquisti, a centrocampo e in difesa, Camogli non ha piazzato nemmeno un “colpo”. A parte in difesa uno svedesone a parametro zero e un altro che ha provocato un incidente diplomatico coi cugini del toro. Roba da lusso pensando che l’anno prima aveva preso a peso d’oro Tiago, Boumsong e Andrade. Senza contare che aveva praticamente già venduto Chiellini e Legrottaglie, due che poi si sarebbero mostrati come punti di forza della squadra.
Il mercato della juventus dà senza tema di smentita l’esatto valore tecnico della dirigenza juventina. Intanto perché, a differenza del consueto riserbo sempre mantenuto, troppi sono i nomi che girano intorno alla juve e troppe sono le dichiarazioni di Camogli e soci. Xabi Alonso era stato dato per preso, invece adesso dice Camogli che rientra tra gli obiettivi del mercato. Ma quali sono gli altri obiettivi? Uno è Aquilani, stupendo centrocampista col solo difetto di essere troppo romano per fare il professionista (il grande limite di Totti e De Rossi), e l’altro è Stankovic, calciatore sul crepuscolo della carriera con una miriade di acciacchi. Ma i più informati parlano di un colpo a sorpresa: Pulsen. Per lui la Juventus sarebbe pronta a pagare la clausola rescissoria pari a dieci milioni di euro, assicurando un contratto quadriennale per tre milioni netti l’anno al calciatore. Un’operazione da trentaquattro milioni d’euro per un nuovo caso Tiago.
Insomma basterebbe tutto questo per capire che con Camogli, il burocrate (Blanc) e il giovane inesperto (Secco) la Juventus non farà molta strada. Senza andare a scomodare paragoni con la Fiorentina, che quando ha deciso di investire per raggiungere obiettivi importanti ha subito assunto uno come Pantaleo Corvino, che si esprime male come Moggi ma conosce il calcio e i giovani campioncini li compra senza mai venderli.

Una Risposta a “Cobolli Gigli, commissario liquidatore della Juventus”

  1. Se non parli di donne parli di calcio tu 🙂

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