Il destino di Rasman


Ci sono storie e storie, e ogni storia ha il suo destino. C’è per esempio la storia di un ragazzo rimasto invalido dopo le torture nonniste subite sotto la naia. Una storia di sofferenza e stenti, disagio e timori, finita con altrettanta violenza. Riccardo Rasman, 34 anni residente a Trieste, aveva lanciato dei petardi e per questo gli agenti della squadra mobile lo avevano arrestato, ammanettandolo come si suol fare con le mani dietro la schiena e legandogli i piedi col fil di ferro. Il destino che tornava a funestare il corpo di Riccardo volle che quell’ultima “violenza” gli fosse mortale. Dopo anni di nebbie e misteri, le indagini hanno ipotizzato una grave imperizia degli agenti, che ha indotto il povero Riccardo a morire per “asfissia da posizione”. Ci sarà forse da espletare un processo per mettere definitivamente la parola fine su questa strana storia, ma l’unica cosa certa è che ognuno ha il suo destino

Una Risposta a “Il destino di Rasman”

  1. uccidere un usignolo Rispondi 5 luglio 2008 a 00:49

    la storia di riccardo in un video inchiesta stupendo

    http://it.youtube.com/watch?v=5amVivEJj4Q

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