Un tumore chiamato magistratura


Nuove non sono, però le parole del premier, a differenza di tante altre volte, stavolta sono presagio di qualcosa di molto grave. In questa legislatura Berlusconi può disporre in modo incondizionato della sua maggioranza, forte di numeri imbattibili. Non ci sono più quei quattro rompiscatole dei democristiani di Casini e Napolitano non è Scalfaro.

Una Risposta a “Un tumore chiamato magistratura”

  1. Che dire…il problma, secondo me, è quello che ha spiegato, i modo esemplare, Maltese su La Repubblica:
    “Il problema non è mai stato quanto e come possa cambiare Berlusconi, che non cambia mai. Piuttosto quanto e come è cambiata l’Italia, che in questi quindici anni è cambiata moltissimo. In parte grazie all’enorme potere mediatico del premier”…

    D’altronde, non era un altro grande che diceva che “la servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi”?…

    Ecco, l’italiano, purtroppo, è diventato questo.
    E non si scandalizza difronte a queste affermazioni. Anzi.
    Si gongola, pensando alla catarsi di potere fare il cavolo che gli pare.
    Come fa “colui il quale”

    Andrea di Natura Giuridica

    http: //naturagiuridica.blogspot.com

    Questo, invece, è il link

    dell’articolo di Curzio Maltese
    http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-2/maltese-morso-caimano/maltese-morso-caimano.html

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