In galera i giornalisti


 

Zitto zitto e quatto quatto Berlusconi ha ufficializzato la nuova riforma del sistema giudiziario. Non si parla più di separazione delle carriere ma di una nuova normativa per l’uso delle intercettazioni telefoniche. Questo nuovo desiderato potrebbe avere un effetto ben più deflagrante del reato di clandestinità sul lavoro dei giudici. Le intercettazioni sono uno strumento oramai indispensabile per l’autorità giudiziaria e nessuno osa pensare  cosa succederebbe se ne dovessero fare a meno. Certo, resterebbero quelle per i reati di stampo mafioso, ma per esempio non ce ne potrebbero essere per reati di tipo finanziario o politico. A turbare il Cavaliere sarebbero soprattutto le trascrizioni delle intercettazioni pubblicate sui giornali, che in più di un’occasione hanno oltrepassato il segno diffondendo conversazioni non attinenti all’inchiesta di cui trattavano. C’è da dire, però, che i giornali seguono il mercato, e che è il popolo italiano ad essere infinitamente guardone e ficcanaso. Fin tanto che gli italiani compreranno i giornali per il gusto di leggere le intercettazioni, i giornali continueranno a pubblicarle. Il pericolo dunque non deriva dai giornalisti ma dalla cultura italica. 

 

2 Risposte a “In galera i giornalisti”

  1. Preferisco non pronunciarmi finchè non vedo la legge definitiva. Son proprio curiosa di cosa ci riserverà in tema Silviuccio.

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