Gomorra, Afef e i panni sporchi


 

In un’intervista a Repubblica, parlando del film Gomorra, la signora Tronchetti Provera, ha dichiarato che certi film “fanno male all’Italia” e alla sua immagine, che “i panni sporchi si lavano in casa”, e che i giornali stranieri aspettano cose come questi film per parlare male dell’Italia.

Seguiamo un filo logico: Gomorra parla di camorra, in un modo in cui pochi in passato ne hanno parlato, tanto da causare problemi al suo scrittore, tali da aver bisogno di una scorta 24 ore su 24; quindi Gomorra da fastidio alla camorra. Secondo la signora il film nuoce all’Italia. Per puro sillogismo possiamo quindi dire che ciò che nuoce alla camorra, nuoce anche al nostro paese…

L’espressione sui panni sporchi, e il tono usato dalla stessa, fanno pensare a quelle famiglie che, vergognandosene, nascondevano i figli malati o diversi al mondo, trattandoli come reietti, o peggio internandoli come pazzi, anche quando non lo erano.

Sul fatto poi che i giornali stranieri parlino male dell’Italia avrei da spiegare poche o molte cose alla bella egiziana, ma usa sola conta davvero, ossia che i giornali non descrivono il nostro paese in modo negativo a causa di libri o film, ma solo perchè le cose lì descritte sono vere. Le spiegherei che non dobbiamo provare vergogna del fatto che siamo rappresentati da tali film ai festival internazionali, ma dobbiamo vergognarci del fatto che tali film non sono di fantasia.

La signora guarda il dito e non vede la luna, non è Gomorra che rende brutta l’Italia agli occhi del mondo, ma è la camorra; nasconderla al mondo non la farebbe certo sparire, anzi, leggendo il libro si capisce che essa ha proliferato, arrivando a superare la mafia siciliana, proprio per la maggiore esposizione mediatica ricevuta da quest’ultima. Gomorra squarcia un velo, mette a nudo le vergogne, ma non le crea.

(da Giornalismo Partecipativo)

 

3 Risposte a “Gomorra, Afef e i panni sporchi”

  1. D’accordissimo con questo articolo, ne approvo ogni parola. Quel che mi suona ancor più stonato è il fatto che a parlare così – dando presunti consigli di savoir vivre agli italiani – sia proprio una straniera…
    V

  2. non posso che essere daccordo.

  3. ma in fin dei conti…Afef chi è?? E di quale autorevolezza culturale tenta di appropriarsi?

    se i media le danno spazio, e un giornale come Repubblica le concede addirittura una lunga intervista, è perchè ha un compagno ricco e potente.

    Se non lo avesse, le sue opinioni varrebbero quanto quelle del mio salumiere.

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