Redditi on line


La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi (anno 2005) sul sito dell’Agenzia delle Entrate non mi pare una cosa particolarmente scandalosa, anche se fatico a ravvederne l’utilità. Appena si è diffusa la notizia che si potevano “spiare” i fatti degli altri, il sito è stato preso d’assalto e reso inaccessibile per eccesso di contatti. Poi poco dopo è giunta la decisione di Pizzetti, il garante per la privacy, di bloccare la pubblicazione. Come sempre il Garante mette la sua pezza ogni volta che si pubblica (o si tenta) qualcosa di discutibile. Non sarà come sostiene Visco, che medesima pratica avviene anche in altre nazioni, ma è pur vero che la legge non vieta tale pubblicazione (detto da Oscar Giannino). Le infuocate polemiche sulla vicenda sono il naturale corollario in una nazione con alto tasso di evasione fiscale. O meglio: quando si è trattato di pubblicare la lista dei correntisti in Liechtenstein tutti eran d’accordo, ma non sulla loro. Peraltro, il Garante della privacy dimentica troppe cose: la privacy andrebbe tutelata anche nel caso delle proprietà immobiliari: da poco tempo, infatti, è attivo il catasto on line che consente di sapere tutto di tutti; anche dal Pra (pubblico registro automobilistico) si può accedere facilmente ad una serie di dati strettamente personali. L’elemento veramente positivo, invece, è stata la furibonda lite tra Grillo e i suoi adepti, scontenti per il post pubblicato dal comico genovese contro la decisione di rendere pubblici anche i suoi guadagni. Grillo, come tanti altri che ho ascoltato e letto, commette un errore di ingenuità: pensare che la malavita abbia bisogno di andare su un sito web per conoscere la ricchezza di una persona equivale a credere all’asino che vola. Il pizzo, le rapine e i rapimenti esistono da cinquant’anni, prima ancora che Visco decidesse di aprire il database del fisco. Insomma, con la scusa della privacy e della malavita non potremo curiosare tra le dichiarazioni dei redditi, non potremo più vedere – come racconta chi è riuscito ad accedere al sito – che il titolare di una concessionaria dichiara la favolosa cifra di mille euro.

Post scriptum: La decisione del Garante non bloccherà la diffusione dei dati infatti girano in rete i file scaricati.

23 Risposte to “Redditi on line”

  1. antonio, secondo me quel che guadagno sono affari miei. Cosa c’entra la trasparenza? E nei confronti di chi? In USA, UK e Germania i redditi dei cittadini, da noi sbandierati su internet, sono considerati un dato personale protetto dalla legge sulla privacy. Perché noi italiani dobbiamo sempre essere all’avanguardia nelle balordaggini?

  2. “Per fare un dispetto alla moglie mi taglio l’uccello” è questa la mentalità che ha animato un provvedimento di questo tipo. Roba da folli perchè gli unici a rimetterci saranno i dipendenti a cui si potranno fare i conti in tasca, che non potranno bluffare sullo stipendio quando cambiano lavoro, che potranno essere ricattati se sono in difficoltà finanziarie, che non potranno fare una vita che “appare” sopra il loro livello. Aspettiamoci i dati dei conti correnti e siamo a posto. Chi non guadagni da lavoro dipendente (investimenti, vendite immobiliari etc) lì non compare.

  3. i redditi sono già pubblici: basta andare nel comune di residenza e farne richiesta. sulla questione della privacy ribadisco che dovrebbe essere applicata anche ai dati del catasto on line e del pra.

  4. Massimo Pellegrini Rispondi 1 maggio 2008 a 15:59

    Non riesco a trovare questo file con i redditi. Avrei tante cose da verificare. Mi potete aiutare?

  5. Il problema di queste “manovre” azzardate è che ci “smena” sempre il più debole.
    I redditi dei potentissimi sono sempre stati pubblici, quelli dei poveracci anche: lo urlamo al mondo.

    i “colpiti” dal problema sarebbero stati i dipendenti di medio reddito.
    Per la regola dell’ “erba del vicino è sempre più verde” ci sarebbe stata la concreta possibilità di alimentare liti e malumori.

    Per non parlare del fatto che gli *unici* a non poter mentire sono i dipendenti di “medio-basso livello”: quelli che la prendono in quel posto per primi; sempre.

    Il problema di pubblicarli in internet è reale: troppo facilmente accessibili.
    Per avere un’informazione del genere ci deve essere un qualche “scoglio”: una firma da mettere, il recarsi in un ufficio, uno straccio di motivo…

  6. Posso dire la mia? posso? Allora la dico: Concordo pienamente con la trasparenza e quindi NON concordo con Grillo eccetera, perche di proteggere la privacy dei soliti italiani plurievasori io penso di essermi anche un po stufato, e concordo con la frase quasi iniziale del tuo post: questo scandalo nasce dal fatto che l’Italia é un paese di evasori.
    Altra cosa, non so ancora se all’estero i redditi siano trasparenti o meno, ma qua in inghilterra lo stipendio annuale di ogni dipendente si vede nel sito intranet dell’azienda, nonché online se si cerca il titolo di lavoro. Quindi se non e cosí poco ci manca.

  7. Io posso già vedere i redditi che dichiara una persona, i beni immobili di sua proprietà ecc…Basta che vado in comune. Gli avvocati controllano sempre prima di fare pignoramente per vedere se vale la pena o meno agire in giudizio. Tante volte sono andata al tavolare, ho inserito nell’apposito pc il nome di qualcuno e in 15 secondi ho l’elenco degli immobili di sua proprietà con tutti i dati. Mi ci vuole davvero molto poco…E come lo può fare un avvocato, lo può fare chiunque…Ah, il mio nome o che diamine facessi lì, non me lo ha mai chiesto nessuno. Idem quando dovevo informarmi su redditi di Tizio o Caio, sempre per pignorarementi.
    Solo quando ho richiesto certificati (da portare come prove in tribunale) ho lasciato il mio nominativo (che non verrà mai visto dalla persona a cui ho spulciato nelle mutande), perchè c’è da pagare e rilasciano fattura 🙂 Ma nessuno michiede perchè ficcanaso…

    Detto questo, secondo me è sbagliato. Non che non mi interessa sapere quanto guadagnano gli avvocati che sfruttano i praticanti aggratis! O quanto guadagna quel simpaticone del mio carrozziere, del dentista, del farmacista ecc… Però, secondo me, si rischia una “caccia all’evasore” selvaggia…
    Preferisco che certi controlli spettino alla GdF e basta. Anche perchè, può anche capitare che una persona guadagni 1000 euro al mese e abbia una mercedes o una villona e che ce l’abbia senza evadere. Ad. es. perchè ha riscosso una eredità o parte di essa, o ha ricevuto un lascito, ecc…. Una cosa di questo tipo, l’Agenzia delle entrate dovrebe saperla (si spera), ma la gente no e non vorrei che si scatenasse una sorta di caccia al’untore…
    Perchè quando si tratta di soldi e tasse, la gente (la stragrande maggioranza) non ci capisce più niente….

  8. Si sono arrabbiati tutti solo perchè così possiamo vedere, come dici tu, che il proprietario della concessionaria dichiara 1000 euro o che il mio vicino con porsche e mercedes ne dichiara pure meno. …
    Hai ragione.
    E Grillo sta decisamente andando verso la gloriosa casta

  9. secondo me un provvedimento del genere è estremamente utile in italia per motivi legati alle dinamiche della nostra società

    premiamo i furbi e consideriamo scemi gli onesti
    piangiamo miseria ma poi compriamo suv e computer di ultima generazione
    (mentre ho sempre più l’impressione che i poveri si nascondo più che lamentarsi)

    insomma qui c’è qualcosa che non và
    per cambiare ci vuole una cura di trasparenza pesante ed immediata

    e il voyeurismo non centra nulla
    se la porta è spalancata
    non è più così interessante guardare dal buco della serratura

    p.s. farei notare che questa misura di tarsparenza choc ha fatto sì che anche e soprattutto i redditi dei nostri politici/giornalisti/industriali diventassero pubblici
    questo ci sta bene invece?
    vero?

  10. Betti Sorbelli Francesco Rispondi 2 maggio 2008 a 15:39

    Tutti i blog ora stanno a parla di questa cosa… basta per piacere!

  11. un aristocratico austriaco fece causa ad un giornale perché aveva pubblicato la notizia del battesimo del figlio… sostenne – e gli fu data ragione – che si trattava di un fatto personale e che non vedeva la ragione di tanta pubblicità… eravamo a due secoli fa…

  12. chesuccedeinitalia Rispondi 2 maggio 2008 a 17:50

    E’ interessante il fatto che il sito dello stato abbia pubblicato queste dichiarazioni senza capire quello che poi sarebbe successo….il putiferio mediatico e tutto il resto. Quello che non capisco è, al di là del fatto che le dichiarazioni dei redditi sono personali e di nessun altro, che gusto si prova a vedere quanto guadagna il vicino di casa?

  13. Quella dei delinquenti, mi fa ridere… Piuttosto è che se uno evade diventa visibile… Giulia

  14. le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche in ogni caso
    anche se non pubblicate in internet

  15. lo sapeva benissimo visco cosa sarebbe successo…

  16. BHe cari ragazzi ,la cosa e molto semplice…quando si ha la coscienza sporca,bhe allora non si può rendere di dominio pubblico le barzellette che industriali o commmercianti ammettono di dichiarare…mille euro o duemilea euro l’anno…
    che vergogna!
    Persino Grillo che della sua Provocante e per certi aspetti controversa battaglia non vuole rendere pubblici i sui guadagni…
    bhe pero i miei li sanno tutti visto che se sono dipendente o artigiano passano da vari enti e commercialisti e chissa quantaltri!
    Secondo me non ci sono spiegazioni visco per una volta la messa li…a chi si e sempre vantato col suv di dichiarare meno di 5mila euro!
    Bravo !

  17. È vero, non serve a molto, però è un fatto di trasparenza. Si sbandiera tanto la presunta – retoricissima – uguaglianza in nome della legge, e poi? E poi il re è nudo appena si mettono on line i redditi effettivi.
    Io potrei senza problemi rendere publico non solo il mio estratto conto, ma addirittura la mia dichiarazione dei redditi.
    Chi si oppone ha da perdere. E dato xche chi si oppone alla trasparenza ed alla civiltà è chi gestisce il potere e fa le leggi e comanda le forze dell’ordine, et voilà, sito chiuso.
    Mi auguro vivamente che i dati circolino il più liberamente possibile.

    saluti libertari
    el

  18. Non discuto sull’utilità o meno di pubblicare su internet i redditi dei contribuenti; piuttosto mi domando come mai Visco autorizza tale azione pochi giorni prima della formazione del nuovo Governo e non fa lo stesso negli anni precedenti……

  19. lavoratorelettrico Rispondi 7 maggio 2008 a 14:02

    Be poi vieni a scoprire che un tuo dirigente guadagna 30 volte il tuo stipendio e quando vai in trattativa per spuntare un aumento di 0.01€ per un indennità kilometrika si deve sputare sangue…..ma li mortacci!!!!

  20. Ciao a tutti,
    qualcuno saprebbe indicarmi legge/decreto e relativi regolamenti/circolari in base ai quali è possibile richiedere presso i comuni la consultazione dei redditi?
    e poi, la richiesta è possibile solo presso i comuni o può essere formulata anche agli uffici dell’agenzia delle entrate?
    grazie…….

Trackbacks/Pingbacks

  1. Fatti i redditi tuoi « Leonardo Anceschi YASB - 1 maggio 2008

    […] Concordo con Antonio Vergata: “Le infuocate polemiche sulla vicenda sono il naturale corollario in una nazione con alto tasso di evasione fiscale.” [https://antoniovergara.wordpress.com/2008/05/01/redditi-on-line/] […]

  2. Agenzia Delle Entrate | Trends Pics - 4 aprile 2011

    […] dell’Agenzia delle Entrate antoniovergara.wordpress.com […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: