E ora cosa deve fare Veltroni?


Ecco gli incipit di sei articoli che saranno pubblicati domani sul Foglio.

Adesso l’obiettivo di Walter Veltroni dev’essere uno e uno solo: conquistare via via sempre più elettori che stavolta hanno votato per Silvio Berlusconi. Tempo ce n’è, forse cinque anni. E’ così che funziona nelle democrazie moderne: si fa l’opposizione per dimostrare ai cittadini di essere più adatti al governo dei rivali della maggioranza. Come direbbe Jovanotti: punto.
Daniele Bellasio

In questo momento non vorrei essere nei panni di Walter Veltroni. Fossi in lui, per prima cosa smetterei di leggere i giornali e per seconda smetterei di seguirne i consigli – altrimenti detti sondaggi – che mi pare abbiano fatto già abbastanza danni. Figurarsi se mi metterei a seguire consigli che vengano da me. Quanto agli editorialisti, chi vuol bene al Pd non poteva e non può non augurarsi che il segretario resti al suo posto. E associarsi al comune ammonimento contro nuove lotte fratricide. Ma chi vuol bene a Veltroni, evidentemente, no.
Francesco Cundari

Comimciamo da quello che Veltroni non deve fare. Non deve spostarsi a sinistra, come molte sirene gli stanno cantando. Certo che bisogna puntare a rappresentare anche la sinistra radicale: ma questo significa cercare credibili risposte riformiste al malessere dei ceti popolari. Non deve fare il gruppo unico con l’Italia dei valori: va bene l’alleanza elettorale, ma l’identità politica è diversa ed è bene che resti tale. Non deve cercare un’alleanza di tipo proporzionalistico con l’Udc: vanno bene accordi singoli, anche una regolare consultazione, ma illudersi che il problema dello sfondamento al centro si risolva con un’alleanza tra partiti è sbagliato. Il Pd deve finalmente misurarsi con l’incapacità di andare oltre il bacino elettorale della sinistra. E qui veniamo a quello che Veltroni deve fare.
Claudia Mancina

Il problema preliminare che Walter Veltroni dovrà affrontare è quello di conservare il potere decisionale nel suo partito, in assenza del quale la scelta sulle mosse da compiere sarà l’esito di una complessa, defatigante e forse paralizzante trattativa interna.
Sergio Soave

Ora che è stato sconfitto dalla realtà, Walter deve riprendersi il sogno. Quello di lui gran predicatore al centro del palco, quello in cui lui, solo, si mette accanto al film della storia, la racconta e la vince. Deve riprendersi tutte le megalomanie che gli hanno consigliato di abbandonare in finale di campagna elettorale: la bella politica, Kennedy, Craxi, Gandhi, Charlot, Robert Redford, il modo meraviglioso che aveva di mischiare tutto e di appropriarsene (ascoltandolo ci si convinceva di qualunque cosa: che Marilyn Monroe in realtà amava lui, che aveva appena liberato Ingrid Betancourt, che Martin Luther King gli aveva chiesto consiglio).
Annalena Benini

Come se non gliel’avessimo già detto in sessanta milioni, che cosa doveva fare. Neanche a Lippi arrivavano tanti consigli su tattiche e formazioni. Che è già il segno dell’inferiorità rispetto al principale esponente, al quale nessuno si permetterebbe di segnalare in pubblico candidati al parlamento, ministri, loghi e presidenti di partito, capigruppo, cantautori preferiti, videoclip, comitati esecutivi, coordinatori e vicecoordinatori, facce da mandare in tv, strategia delle alleanze. E Walter lì, nella stanza vista Circo Massimo, a fare no, no, no, io mi fido solo del mio intuito, il mio spin doctor sono io, il mio vice sono io, il mio messaggio sono io, sul palco ci sto solo io.
Stefano Menichini

2 Risposte a “E ora cosa deve fare Veltroni?”

  1. 1. sono daccordo con molte delle cose dette
    (in particolare il 1°)
    per cui mi preoccupo
    essere sulla stessa linea del foglio è preoccupante
    😀

    2.è vero che a veltroni sono stati dati una marea di consigli, ed è vero che questo è segno di debolezza rispetto all’avversario
    ma anche al berluskaz arrivavano consigli
    eccome se arrivavavno
    gli utlimi sono sui ministri

    3.ma quelli del foglio hanno fatto un analisi sul disastro della loro avventura politica?
    loro (e gli altri piccoli) sono fra i grandi perdenti

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