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Yamamay, Paolo Sorrentino e Isabella Ferrari: triangolo perfetto per uno spot


Non so voi, ma io sono sempre stato un cultore degli spot pubblicitari, di quelli belli, fatti bene, specie se girati dai grandi registi che sanno concentrare in pochi secondi una trama degna di un film. Quello di Paolo Sorrentino per i dieci anni di Yamamay è oggettivamente molto bello. Mi piace l’idea dell’amore, autentico perno su cui ruota l’intero spot. Mi piace la colonna sonora di Antonella Ruggiero e Subsonica che cantano per un’ora d’amore. Mi piace Isabella Ferrari. A me lei piace sempre. Mi piace, perché sfoggia con sfrontatezza quelle appendici di silicone che hanno modificato il suo aspetto in matura e seducente signora che tutti vorrebbero avere alla porta accanto. Mi piace l’idea di Sorrentino che ha scelto di riprendere un corpo libero da ogni orpello di nylon, se non i due pezzi che, non sempre, vanno a coprire Isabella Ferrari. E soprattutto mi piace l’idea di una donna/femmina che sceglie il ritocco del corpo e una certa linea di biancheria intima per amore. Di se stessa o di un altro, poco importa. L’importante sia per amore.

Un oscar per l’ultimo spot targato Nike


Questo spot realizzato dalla Nike per i mondiali di calcio (include altri sport però) è senza dubbio bello ma anche surreale. E’ buffo vedere Cannavaro rincorrere Drogba e salvare un gol in rovesciata sulla linea di porta. Un piccolo dettaglio, forse dettato dalla mia fede juventina e da quanto ho visto combinare da lui  in questa stagione, che però non rovina la bellezza dell’intero spot.


(via Costa e Giavasan)

Topolone telefoniche (sondaggio)


Telecom – Michelle Hunziker

Tim – Belen Rodriguez

Vodafone – Ilary Blasi

Wind – Vanessa Incontrada

Tre – Claudia Gerini

update 27 set

Tiscali – Caterina Murino


Solo in Svezia


Questo video sta spopolando.  Si tratta della pubblicità della linea di abbigliamento dell’ex campione di tennis, Bjorn Borg, mandato in onda sulla tv svedese. In Italia una roba del genere avrebbe scatenato come minimo l’anatema del Vaticano.

Selavaggia Lucarelli, sorda per amore


Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli

Marco Camisani Calzolari, che era a Riva del Garda e che ho avuto il piacere di conoscere, ha avuto l’ardire di scrivere un post molto critico nei confronti del nuovo boyfriend di Selvaggia Lucarelli. Lui – prima – il giorno seguente lo chiama al telefono sostanzialmente dicendogli che è un blogger fallito; lei – dopo – rincara la dose con un post sul suo blog. Una volta letto i due post ma soprattutto una volta visto e ascoltato il video (allegato al post di Calzolari) ho deciso di dire la mia commentando sul blog della Lucarelli. Ma si dà il caso che bisogna registrarsi e io ora non non ne ho voglia, per cui scriverò qui quello che ho da dire tanto in un modo o nell’altro so che la cosa arriverà a destinazione. Quello che volevo scrivere è esattamente questo:

Cara Selvaggia non so se tu abbia le tette rifatte ma di sicuro l’udito merita una controllata. Bisogna essere proprio sordi, o accecati dall’amore, per non accorgersi delle cazzate mondiali asserite dal tuo fidanzato.
Basta ascoltare quel breve estratto per capire che il tuo è un marpionesco tentativo di falsificare la realtà. Il tuo fidanzato non ha detto niente di quello che tu sagacemente spieghi nel post. Io temo, ma è mia personalissima opinione, che lui non abbia la capacità di spiegare ad un uditorio un ragionamento così complesso. Il paragone tra attentato alle torri gemelle e pubblicità è talmente scivoloso che solo un navigato oratore sarebbe in grado di spiegarlo chiaramente. Però io voglio credere che in fondo lui sia veramente quel che dice di essere e quello che tu garantisci che sia, tuttavia ti invito la prossima volta a scrivergli due righe da leggere onde evitare ulteriori figure barbine. Ah, dimenticavo: io sommessamente ti suggerirei anche di girargli l’invito a scusarsi personalmente (non per interposto cervello, s’intende) per quanto ha detto, perché proprio a cercare il pelo nell’uovo, proprio a tirarla per i capelli, quelle affermazioni giuridicamente parlando potrebbero anche inquadrarsi come apologia del terrorismo.  O forse no, a patto che sia sempre tu a tradurre quello che dice in pubblico.

post scriptum: In tutto questo irrompe a gamba tesa il buon Gianluca Neri che corre in soccorso dell’amica e sodale blogfestara Lucarelli dicendo a Camisani di vergognarsi. Evidentemente anche Neri deve essere sordo e troppo accecato dall’amicizia che lo lega all’avvenente Selvaggia. Sarebbe buona regola, in ogni caso, collegare il cervello prima di scrivere. Non un velo ma un lenzuolo pietoso anche su di lui quindi.


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