Una nonna 74enne dovrebbe stare a casa ad accudire i nipoti, a fargli dei biscotti e a godersi la cosiddetta “terza età”, oltre che la lauta pensione da parlamentare. Ma, soprattutto, con quale faccia un sindaco così disastroso ha il coraggio di presentarsi urbi et orbi ai cittadini per fargli gli auguri? Auguri di cosa, poi? Napoli è sommersa dai rifiuti e non uno dei problemi risalenti a dieci anni fa – tanto ha governato la Iervolino – è stato risolto. Anzi, con la Iervolino, Napoli è peggiorata.
La favolosa coerenza della giustizia italiana
Se in autostrada, mentre viaggiate nel pieno rispetto del codice, venite coinvolti in un incidente che porta alla morte di qualcuno, molto probabilmente sarete accusati di omicidio colposo; se guidate drogati o ubriachi e investite un pedone, sempre di omicidio colposo verrete accusati. Se in una lite date uno schiaffo a qualcuno, potreste essere accusati di lesioni; se fracassate la testa di qualcuno servendovi di un casco, sempre di lesioni sarete accusati.
il Polo del caos
Un gruppo senza fantasia e senza progetto, tanto da copiare il titolo a Forza Italia. Poi superata la fase del titolo (Polo della Nazione, che nome orribile), già si scannano tra di loro. Uno dice: facciamo il coordinamento, non un gruppo unico, così con più capogruppo abbiamo di più. Vedete voi se questo è il futuro.
Il mio nonno papà

Mi ricordo quando a metà mattinata lasciavi il lavoro per venirmi a portare una merendina all’asilo. Mi ricordo quando mi hai insegnato a guidare la tua lancia Fulvia. Mi ricordo del tuo amore per gli animali, soprattutto i cani. Mi ricordo della tua passione per la caccia e di una volta che mi hai portato con te, ma poi siamo finiti a mangiare mozzarella in un caseificio. Mi ricordo di un viaggio da Tropea a Napoli con te che raccontavi gli anni di povertà della tua giovinezza, della guerra e il grande amore per tua madre. Mi ricordo tutte le partite che abbiamo visto alla tv e quando ti arrabbiavi se dimenticavo di registrati la boxe. Mi ricordo la tua passione per la partita a carte con gli amici del circolo. Mi ricordo quando dicevi che una persona seria deve sempre presentarsi con scarpe pulite, sbarbato, capelli corti e con la cravatta. Mi ricordo quando di notte aspettavi che rincasassi. Mi ricordo la tua vitalità, eri un’anima in pena, mai fermo. Mi ricordo la tua ipocondria, che poi era l’altra faccia della voglia di vita. Mi ricordo di uno schiaffo che da te non ho mai avuto. Mi ricordo quando parlavi di mio padre morto, a me che non l’avevo mai conosciuto, tenevi a dirmi che era una persona perbene. Mi ricordo che il mare ti spaventava ma in piscina ci saresti stato giorni interi. Mi ricordo la tua passione per la terra. Mi ricordo il vino che adoravi fare più per il gusto di regalarlo che berlo. Mi ricordo di te sempre al mio fianco, giorno dopo giorno, da bambino come da uomo, qualsiasi cosa facessi, qualsiasi difficoltà avessi, eri lì sempre pronto a confortarmi e aiutarmi. Mi ricordo di tutte le biciclette che hai avuto. Mi ricordo quando mi hai insegnato a fare il nodo alla cravatta. Mi ricordo quanto ti piacesse mangiare: adoravi gli spaghetti aglio e olio, i formaggi, invece detestavi il pesce. Mi ricordo quanto eri goloso di dolci. Mi ricordo le tue benedizioni sommarie a tavola durante le feste. Mi ricordo del tuo ricordo per la nonna che continuavi ad amare anche da morta. Mi ricordo pochi giorni fa, quando la morte ti stava raggiungendo, con un filo di voce mi hai sussurrato “statt’accort addo vaje”. Mi ricordo ancora un sacco di cose che non scorderò mai e che per sempre, con te, staranno dentro di me.
Ciao, Nonno-Papà.


29 dicembre 2010








