
E adesso che ne saranno dei peana sull’amore, sul valore salvifico del matrimonio, sulla redenzione dopo gli errori? Che ne sarà di tutti quelli che pensavano a un Cassano diverso, a un Cassano che avesse messo la testa apposto? Ci hanno spiegato che il merito era tutto suo, di quella giovane ragazza di cui si era innamorato e che poi avrebbe convinto l’uomo “da 700 donne” a sposarla. E invece no, chi nasce quadro non muore tondo, e infatti Cassano certi istinti li ha ancora, solo che stavolta ha addirittura alzato l’asticella della maleducazione. Dal non allenarsi, al litigare con i compagni, poi con tutti gli allenatori della sua carriera (tranne uno, Fascetti), agli insulti rivolti direttamente al padrone, al presidente della Sampdoria, a Garrone, l’uomo che lo aveva salvato anni or sono dal baratro madrilista, regalandogli una nuova carriera. L’affronto è stato talmente pesante tanto da convincere Garrone a rendere pubblica la vicenda, chiedendo provvedimenti disciplinari finanche alla Lega Calcio che lo sottoporrà ad un vero e proprio processo. Ora, tutte le persone che raccontavano il bene dell’amore, tutti quegli psicologi della domenica travestiti da romantici, ci diranno mai che hanno sbagliato?


30 ottobre 2010








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