Ciò che sta uscendo fuori da questi primi scampoli di indagine sulla morte di Teresa Buonocore, è qualcosa di tremendamente schifoso, più di quanto già non sia l’ombra della pedofilia che aleggia come causa mandante dell’omicidio. C’è un uomo in galera, accusato dalla donna ieri assassinata e poi condannato in primo grado a quindici anni di carcere; e c’è una famiglia che, anziché ripudiarlo, probabilmente ha organizzato la spedizione vendicativa. Un vero e proprio clan. Mogli, fratelli e amici, tutti sodali col presunto pedofilo.
La polizia, eseguendo il provvedimento emesso dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dal pm Danilo De Simone, ha fermato Alberto A., 26 anni, un tatuatore di Portici, con un precedente per detenzione illegale di armi e munizioni. Il giovane era stato arrestato nel 2008 perché la polizia aveva trovato nella sua bottega un revolver e decine di munizioni di vario calibro. Per quella vicenda, il giovane ha patteggiato la pena di un anno e mezzo di reclusione. Un fratello di Alberto ieri si è presentato al commissariato di San Giovanni a Teduccio per denunciare il falso furto del ciclomotore usato per l’agguato. Una denuncia che ha insospettito gli investigatori anche perchè è stato accertato che Alberto A. conosceva Patrizia Nicolino, la moglie di Enrico Perillo, medico radiologo e titolare di un centro specialistico a Portici. Quest’ultima, il marito detenuto e Lorenzo Perillo, fratello del presunto pedofilo, al momento sono indagati.
viaNapoli, la donna uccisa al porto Fermato un tatuatore di Portici - Il Mattino.


21 settembre 2010









mi ha veramente colpita questa storia, come sempre ci “rimettono” le donne e i più indifesi
Una donna grandissima e un piccolo mondo schifoso ancorato a vecchie leggi. Spero con tutto il cuore che siano gli stessi compagni di galera a punire questo schifoso e i suoi complici