
Era un uomo sulla cinquantina, vissuto e alticcio di caffè corretti. Lo trovammo sull’ingresso, con l’aria svagata di chi si gode la sera di maggio. Stava appoggiato al muro e teneva le mani in tasca, annebbiato nel fumo di sigaretta. Quando ci vide fece un cenno con la testa, spense la sigaretta con un piede e s’incamminò in fretta all’interno dell’edificio. Raccolse i documenti che avevamo lasciato sul bancone e li mise appoggiati in un registro, poi fece per guardarci ma senza osservarci più di tanto e ci diede la chiave indicando con un dito il piano della stanza. Non proferì mai parola. Subito dopo sprofondò in una poltrona di pelle lisa e anziani ingranaggi col ghigno di chi ne ha visti tanti di ignari amanti dell’effimero amore.


2 maggio 2010








bhe come festeggiamento del 1 maggio niente male…per quanto riguarda il portiere ha fatto l indifferente sapendo molto bene i suoi clienti cosa andassero a fare,quindi nell attesa meglio sprofondare in una comoda poltrona. Ciao (buon osservatore)
non è detto sia autobiografico