
Premesso che la giustizia sportiva è una cosa e quella ordinaria un’altra, al processo di Napoli il tenente colonnello Attilio Auricchio sta facendo di tutto, con tutti, per passare alla storia. Associazione a dilinquire contro associazione a delinquere. Non avessi sentito con le mie orecchie la registrazione della «grigliata» fra Luciano Moggi e Paolo Bergamo, oppure l’accorata richiesta (di Moggi) all’allora ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, nell’imminenza della scomparsa di papa Wojtyla, bé, se non avessi sentito ciò e non avessi visto certe partite, penserei male anch’io dell’Arma, e delle armi usate per colpirne uno e salvarne cento. Auricchio mi ha ricordato «Il generale nel suo labirinto» di Gabriel Garçia Marquez. Il labirinto, soprattutto.
«Non lo so, non so dare spiegazioni», brontola Auricchio, e «Qualcosa sarà sfuggito» aggiunge il pm Narducci quando l’avvocato Prioreschi, difensore di Moggi, incalza il teste citando un’intercettazione tra Maria Grazia Fazi, ex segretaria dell’Aia, e Paolo Bergamo, dove l’ex designatore allude a telefonate di Moratti e a una cena che aveva organizzato con Facchetti «perché si lamentavano degli arbitri». Delle «tre» l’una: Bergamo ha raccontato una balla; Auricchio e i suoi prodi hanno dormito; le parti si parlavano su utenze segrete. Strano, no? Ribadisco l’invito a Gianfelice Facchetti: se fossi il figlio o un parente stretto di Giacinto, sarei il primo a pretendere chiarezza, proprio per cancellare le ombre che, spesso, i cambi di regime e le ghigliottine sommarie diffondono.(Roberto Beccantini)


24 marzo 2010

Secondo indiscrezioni, rispettivamente della Gazzetta e Sky sport, l’anno prossimo la Juventus avrà un nuovo sponsor sulle maglie. Una tra due aziende di scommesse sportive: Betclic o Bwin. E in effetti è una scommessa se la Juve esisterà ancora l’anno prossimo.





