Archivio | gennaio, 2010

Dexter ha il cancro

Michael C. Hall, protagonista di “Six feet under” e di “Dexter”, ha il cancro. Nello specifico, l’attore ha dichiarato di essere affetto dal linfoma di Hodgkin, un tumore maligno che colpisce il sistema immunitario.

viaMichael C. Hall ha il cancro, ma sta già guarendo.

AAA

Le riflessioni erotico-ciniche pensando alla madre perduta (prima ancora che morisse), a una solitudine sfidata da lui solo con il sesso e la lucidità a oltranza, una lucidità che lo porta perfino a scrivere una lettera a Carla Bruni Sarkozy per offrirsi – lui, l’intelligenza più brillante e più civile prodotta dal suo paese – come suo badante. L’insofferenza, in nome di un “Basta alle stampelle della pietà”, verso chi continua a lamentare i propri dolori e le proprie ferite, come un’ex bambina violentata dal fratello maggiore, che persiste nel vomitare addosso a tutti gli uomini che incontra l’ingiustizia subita.

viaAaa! , libro di Aldo Busi su laFeltrinelli.it (letteratura italiana).

I giornali e le catastrofi nell’era dei social network

Penso che gli editori dovrebbero baciare i piedi a tutti quei giovanotti che si sono inventati i social network. Se prima, in occasione di una qualche catastrofe nelle parti più lontane del mondo, si dovevano spedire in fretta e furia dei reporter per fotografare l’accaduto, oppure comprare le foto dalle agenzie fotografiche, ora basta andare a ravanarle da twitter, facebook e compagnia bella. Non si pagheranno diritti e non si citerà nemmeno la fonte, nemmeno un grazie, tutto a gratis e amen. Lo stesso dicasi per le news: in questo momento sulla home page di Repubblica.it come di tanti altri quotidiani non c’è il solito flusso dei lanci di agenzia ma il link per tutti gli aggiornamenti provenienti da Twitter. Bene, si dirà, i giornali si aprono alle nuove tecnologie; invece va malissimo perché i giornali sfruttano i social network riducendo i costi e al tempo stesso aumentando i contatti e dunque anche l’appeal pubblicitario.

Caresseide

Fabio Caressa è esplosivo. A seguirlo su Sky Sport è unautentica esperienza televisiva. Si potrebbe dire che Caressa è una miscela esplosiva tra un rosso e un nero, un leninista e un futurista. Fantasia sfrenata e gusto tecnico senza inibizioni. Una partita di calcio firmata da lui non è una semplice partita: è una vicenda bombastica, in cui ogni episodio diventa epocale: una palla inattiva, una ripartenza, un tiro in porta, un gol o un gollettino. Forza, forza!Cè chi si scoccia a sentire lenfasi dei commentatori di Sky, e ce nè qualche ragione. Il campionato italiano infatti è piuttosto scadente, e la domenica viene depauperata dagli anticipi del sabato e dal posticipo della domenica. E allora? Allora ci si deve accontentare di Caressa. Che adesso è diventato un esperto anche di palloni. Si è specializzato infatti sulla conformazione del pallone attuale, e quando può si diffonde in spiegazioni sugli attriti e gli effetti, facendo la storia della sfera di cuoio dallOttocento in poi, che adesso non devessere più di cuoio, “e non ha più gli esagoni”.E allora nel weekend conviene mettersi sul divano e assaporare il match clou con Caressa e Beppe Bergomi questultimo parla un po troppo, ma vabbè. Scoppi di entusiasmo, annotazioni tecniche fantasiose, “incredibile!”. Alla fine uno resta più attento al lessico e al commento di Caressa che non alla partita. Ma chi si ne frega: volendo ci si può sempre addormentare. E quando una squadra segna, e cè il boato della folla, svegliarsi allimprovviso, oddio che è successo, poi capire tutto, e concludere, con sollievo: viva Caressa.

viaCalci e Caressa | Lespresso.

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