
Pd, come farsi del male
Lazio, non pervenuto. Campania, non pervenuto. Puglia non pervenuto. In tre delle regioni più importanti per la sfida di marzo il centrosinistra non ha ancora designato i suoi candidati. Se volesse davvero vincere le elezioni regionali dovrebbe almeno provare a nominarli prima della chiusura delle liste. In Piemonte Mercedes Bresso l’ha spuntata, superando i veti dell’Udc. Nel Lazio i casiniani sono già traslocati con la Polverini, applicando uno nuovo “modello doppiofornista” (indimenticabile definizione di Giulio Andreotti): dove è sicura la vittoria a destra vanno a destra, dove è sicura la vittoria a sinistra vanno a sinistra.
Di quello che è successo in Puglia in queste ore, dove è in corso una incredibile sfida fratricida fra il presidente uscente Nichi Vendola e lo scalpitante Michele Emiliano potete leggere nella corrispondenza di Antonio Massari. L’unico risultato certo al momento è questo: le primarie sono sterilizzate, molti iscritti del Pd protestano per la mancata consultazione, e il nome di chi prevarrà nel duello fratricida ancora non si conosce.
Ieri l’assemblea convocata a Bari per designare il candidato del partito di Bersani (la seconda, perché un primo sì a Vendola era già stato) non ha votato. Emiliano aveva chiesto un voto unanime per correre, non l’ha avuto. Per candidarsi ha bisogno di una legge ad personam che 15 consiglieri vendoliani non vogliono votare. Lo scontro, ambizioni personali a parte, è nato dal veto dell’Udc a Vendola. Ma il bello è che ancora non è certo che l’Udc correrà con il centrosinistra. Spiega Angiolo Sanza, demiurgo di Casini in Puglia: “Se ce la facesse Emiliano noi non dovremmo sostenerlo. Se si tirasse indietro sarebbe tutto da rifare”.
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La Grafomane

Un amore morboso, paradossale, fatto di parole e di follia. Un’esplorazione senza limiti degli abissi più oscuri dell’animo umano, alla ricerca degli aspetti più nascosti del desiderio e delle passioni. Lo scambio epistolare tra una giovane psicologa che vive a Venezia, ed un anziano professore di Bruxelles finisce per avvolgerli in una rete di fantasmi, fantasie, erotismo, e perversioni in un crescendo di sfide reciproche, in attesa di un incontro che viene continuamente rinviato. Le lettere d’amore vivono, respirano, prendono corpo nel romanzo La Grafomane. Un terzo personaggio, dai tratti psicotici, incarna le ombre inconfessabili della protagonista, fino all’epilogo inatteso. Il lettore è sommerso dal crescendo epistolare degli amanti, catturato dall’inchiostro, mentre la carta delle lettere finisce col diventare la sua stessa pelle. Un libro pieno di passione e di sensualità che unisce l’amore e la perversione, la follia e la creazione letteraria.
(via Radio3)


31 dicembre 2009







