
Il cerchio si è chiuso. La Juve perde in casa col Napoli, non accadeva da 21 anni. Torno a dire che Ferrara non ha l’esperienza e la sagacia tattica per guidare una squadra con un modulo così complicato. Sì, d’accordo, ci si è messa pure la sfortuna che ha obbligato la Juve a fare a meno di Sissoko, rientrato in campo due settimane fa e di nuovo infortunato: altri venti giorni. A lui si vanno ad aggiungere una buona mezza dozzina di infortunati, e Camoranesi che nel primo tempo ha dovuto lasciare il campo per un profondo taglio al sopracciglio. Sono bastati pochi secondi per capire che la Juve si era “normalizzata”, da quella bellissima contro la Sampdoria (a questo punto interroghiamoci su quanti demeriti ha avuto la Samp) a quella confusa e colabrodo di due settimane fa. Quando il Napoli dal 2-0 è passato sul 2-2, Ferrara è parso più in confusione dei suoi giocatori: fuori Poulsen e dentro Amauri. In quel momento in campo c’erano Trezeguet, Giovinco, Diego e appunto Amauri. Senza contare Tiago che non è uno difensivo. Suicidio, allora. Il Napoli ha segnato di nuovo, coronando una rimonta storica. Meritatamente. Se John Elkann capisse di calcio, ci metterebbe due secondi per chiamare Mancini sul cellulare. Ma se Elkann capisse di calcio non avrebbe mica promosso Blanc a “deus juventino” (presidente, amm.re delegato e direttore generale), lasciando Secco ancora libero di far danni dopo gli incauti acquisti di questi anni.


31 ottobre 2009



Nella 





