Archivio | luglio, 2009

A proposito di Grillo

Oliviero Beha:

Dovremmo ringraziare comunque Beppe Grillo, qualunque opinione si abbia su di lui, per la trovata della richiesta di partecipazione alle primarie del PD. Naturalmente e prevedibilmente bocciata. Proprio per quello che dice il modo e il nocciolo di tale bocciatura. La risposta e le motivazioni in punta di regolamento interno fanno pensare infatti alla indimenticabile scena de “Gli intoccabili”, di quando Al Capone/De Niro ripete al poliziotto che lo arresta “Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”. Il punto non è chi sia Al Capone tra Grillo e Bersani, o Franceschini, o il vertice del PD, bensì quelle “chiacchiere e distintivo” adoperate contro Grillo e a questo punto contro chiunque.Certamente anche contro di me, per esempio, che scrivo questa nota, se intendessi candidarmi alle primarie.

Marco Travaglio:

Grillo si rassegni. Oppure vada a molestare una ragazza: se tutto va bene, gli fanno il Tso, gli danno la tessera del Pd e lo promuovono presidente di sezione.

Norberto Gallo:

Temo che mandare a quel paese il telepredicatore più famoso d’Italia possa avere conseguenze assai serie per un Pd che, nonostante i recenti natali, di buona salute non è mai parso godere. L’autocandidatura di Beppe Grillo alle primarie per la segreteria nazionale ed il suo fulmineo epilogo con il rifiuto del tesseramento deliberato da una Commissione di Garanzia di cui si ignorava l’esistenza pur avendone sentito spesso  il bisogno, rischia di seppellire definitivamente quello che doveva essere il progetto innovativo della sinistra italiana.

Edmondo Berselli:

Ogni posizione va portata dentro la realtà vera. Cioè va misurata. Altrimenti rimane un bluff. La candidatura di Beppe Grillo inseriva un primo elemento di verità perché ha costretto a rivelare il bizantinismo dello statuto del Pd; ne avrebbe inserito un secondo, molto più forte, perché se effettivamente colui che i telegiornali di regime chiamano «il comico genovese» avesse partecipato alle primarie di ottobre, avremmo avuto la possibilità di conoscere la sua consistenza effettiva, numerica, quantificabile, tutta al di là dell’alone mediatico dei blog, dei Vaffa Day, del facile consenso degli “indignati”. (…)

L’Arpac provoca ilarità

napoli1706

Dici Arpac, poi pensi alla Campania e ti viene da ridere. Sì, perché l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale, che roba è? A che serve? In una regione cumulo di monnezza per le strade, di discariche abusive di rifiuti speciali, di amianto, smog, di mari e fiumi usati come sversatoi, insomma in una regione diventata ormai una fogna a cielo aperto, a che serve l’Arpac? Ma chi l’ha vista mai, direbbe Totò. Avevo tre anni e mia madre una delle prime cose che mi disse quando arrivammo sulla spiaggia, fu: non farti il bagno perché il mare è sporco. Questo per dire che è un problema vecchio di almeno 30 anni, se non di più. Ma in tutto questo la vera beffa è che pochi giorni fa assieme alla bolletta dell’acqua mi è stata recapitata un’altra tassa: 19 euro per depurazione acque. Per 19 euro non vale la pena rovinarsi il fegato e allora ridiamo continuiamo a ridere dell’Arpac.

Megalomania partenopea

Prendiamo un caso piccolo, ma – come dire? – di scuola. Circolo piddì di Fuorigrotta, via Cariteo 59, stesso stabile del municipio di zona, intonaci dei balconi che cascano, marciapiedi coperti di eiezioni canine, inquinamento a mille nell’ingorgo perenne, in un quartiere di melting pot assoluto, disoccupati, operai, impiegati, professori, professionisti. Al primo piano, sotto un ritratto di Lenin, vigila di pomeriggio il segretario Giorgio, che ha al suo attivo un record: l’incremento del 366 per cento delle tessere, lievitate da poche centinaia a 2.177. Il quartiere, ultima roccaforte di sinistra, partecipa più degli altri. Ma si narra che di quelle tessere sia effettivo titolare il consigliere regionale Tonino Amato, bassoliniano, se nel frattempo la topografia rapidamente mutevole non ne ha cambiato la location. Tanto più che alle primarie del 2007, in piena crisi dei rifiuti, fu qui che si cercò un’oasi favorevolmente fresca per la candidatura di Bassolino all’assemblea fondante del Pd, ma a sorpresa prevalse l’ignota signora Fortuna Caccavale, operatrice sociale, che poi non ci mise molto a farsi cooptare dal pupillo bassoliniano Andrea Cozzolino, assessore regionale e neoparlamentare europeo.

(via Repubblica)

Le incoerenze di Napolitano

napolitano

Forse riponevo troppe aspettative nella Presidenza di Napolitano, erroneamente giudicata come prosecuzione di quelle ben più autorevoli di Scalfaro e Ciampi. Francamente non so come giudicare un Presidente della Repubblica che prima firma una legge e poi la giudica “incoerente, incongruente e disorganica”. Credo che una persona normale, ancorché un capo di Stato, non metterebbe mai la firma sotto un documento che non condivide. La più grande delle incoerenze e incongruenze è questa. Senza contare che Napolitano ha già promulgato qualcosa di altamente incoerente con la Costituzione come il lodo Alfano. A questo punto meglio Berlusconi al Quirinale, se non altro dopo non assisteremmo alle lacrime del migliorista coccodrillo.

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