Io non ce l’ho con la Polizia, anzi sono più le volte che nei fatti di cronaca sto dalla loro parte. Ho tanti amici che lavorano in Polizia e so perfettamente quanto difficile e ingrato sia quel lavoro. Ma tutta l’amicizia e il rispetto del mondo non possono esimermi dal giudicare ancora vergognosa una sentenza che riguarda la colpa di un uomo in divisa. “La divisa paga”: ha ragione il papà di Gabriele Sandri. Indossare una divisa in Italia corrisponde a uno sconto di pena: sono troppe le sentenze che lo dimostrano. Non me la sento nemmeno di dire che la condotta dei giudici sia consapevole, direi piuttosto che si tratta di una reazione inconscia. Quando un giudice di Arezzo è chiamato a giudicare uno degli appartenenti alla stessa polizia che lo ha aiutato in tante inchieste, è naturale che tanto oggettivo non lo possa essere. Di qui le pene ridicole inflitte a Spaccarotella, palesemente colpevole di omicidio volontario o comunque di una condotta volontariamente omicida, senza contare gli altri colleghi condannati pochi giorni fa solo a tre anni e mezzo per aver casualmente spaccato i manganelli sulla testa di uno che stava tranquillo con la fidanzata fino a ridurlo in fin di vita. Alla fine Spaccarotella tornerà in servizio e invece Gabbo non tornerà mai più. Questa è la miglior sintesi della nostra Giustizia, sempre meno giusta.

15 luglio 2009 








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