Archivio | maggio, 2009

Daria Sbianchetti

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Dalle gaffes con Brunetta alla censura.

Ci corre l’obbligo di scusarci con i nostri telespettatori per un errore umano di inaudita gravità accaduto nella nostra emittente: violando le regole della casa, l’altro giorno non abbiamo trasmesso in diretta integralmente i fischi dei tifosi catalani e baschi che hanno accolto l’inno nazionale prima dell’incontro di calcio Barcellona-Atletico Bilbao, finale della coppa del Re allo stadio Mestalla di Valencia, alla presenza di re Juan Carlos e della regina Sofia». Così, tre sere fa, la speaker del primo canale della tv pubblica spagnola, Tve, s’è rivolta alla nazione nell’ora di massimo ascolto. Intanto, nel bel mezzo di un putiferio politico con interventi di ministri e leader di partito, il direttore generale della Tve faceva pubblica ammenda annunciando la destituzione del capo dei servizi sportivi Julian Reyes responsabile della censura, che peraltro s’era subito dimesso. Cose che càpitano in Spagna, naturalmente, dove chi censura viene cacciato, anziché promosso. In Italia il vicedirettore di Raisport, Oliviero Beha, non può lavorare da cinque anni perché ha il brutto vizio di non censurare. In compenso si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le “authority” e i “comitati etici” dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone. (Marco Travaglio)

Repubblica iPhone

Gli adepti de La Repubblica che possiedono un iPhone/ipod touch potranno gioire per la nuova applicazione rilasciata sull’app store. Un modo comodo e veloce per sfogliare il giornale in mobilità. Curata nei minimi particolari e arricchita da diverse sezioni; utile la funzione my news: l’utente potrà inserire delle parole chiave e riceverà tutti gli aggiornamenti proposti dal giornale. Un’applicazione del genere non può mancare sul vostro iPhone.

Lo spot di Chanel

Mi è bastato vederlo una volta per adorarlo. (badate che è la versione full, in tv vedrete quella ridotta)

La classe non è acqua e nemmeno petrolio

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Entrambi ne fanno una questione di principio. Da un lato Moratti che non vuole ammettere che l’Inter è responsabile delle nefandezze esposte dai propri tifosi – ma per il codice sportivo lo è, per la conosciuta norma della responsabilità oggettiva – e tantomeno vuole aprire un precedente che vedrebbe migliaia di tifosi chiedere i danni morali per le offese ricevute; dall’altra il napoletano che ritenutosi offeso è ricorso alla giustizia che successivamente ha inflitto all’Inter di pagargli un risarcimento di 1500 euro. Si tratta di una piccola somma che non disastrerà le casse di Moratti ma non farà nemmeno ricco il napoletano di cui sopra. La questione è squisitamente di principio, simbolica, ma a volte è necessario condurre battaglie come queste per affermare la dignità prima ancora che la giustizia. Per quanto mi riguarda il napoletano ha fatto benissimo a denunciare l’Inter, che nella persona del presidente ritenne esagerata la chiusura della curva inflitta dal giudice sportivo.

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