Archivio | marzo, 2009

Anche lo squallore dovrebbe avere un confine

Sono mesi che si ragiona sulla possibilità e soprattutto sull’oppurtunità che il Sindaco di Napoli, Rosetta Iervolino, e il Presidente della Regione Campania, Bassolino, lascino i posti ricoperti per trasmigrare al Parlamento Europeo, una sorta di incentivo o buonuscita a riprova che fare male in politica a volte è pure un merito. Veltroni e lo stesso Bassolino, tuttavia, avevano chiarito che non c’era alcun progetto al riguardo, anzi il governatore fece sapere di essere intenzionato a restare al suo posto fino alle prossime elezioni. Mai alcuna parola, alcuna smentita è stata invece pronunciata dalla Iervolino, a questo proposito Repubblica pubblica alcune indiscrezioni sulle imminenti elezioni europee che vedrebbero candidata per il Pd anche la sindaca di Napoli. Ma la cosa che ho trovato davvero preoccupante è che secondo Repubblica non sia la Iervolino a pretendere la candidatura, viceversa il Pd a pressarla. Insomma voglio vivamente sperare che questa interpretazione del giornalista sia fasulla, altrimenti nulla ci potrà più salvare.

IERVOLINO – Anche Rosetta sfoglia i petali della margherita. Mi candido, non mi candido. Stavolta il pendolo sembrerebbe oscillare verso una discesa in campo alle Europee di primavera, lasciando così la poltrona di sindaco al suo vice Santangelo. Almeno fino al 2010 quando ci sarebbe l’accoropamento elettorale di Regione e Comune. Nei giorni scorsi la cosa sarebbe stata discussa dalla stessa Iervolino a Roma, in un incontro col segretario del Pd, Dario Franceschini. Non è la Iervolino che chiede di candidarsi ma il suo partito, di cui è membro della direzione nazionale, che lo vorrebbe anche per mantenere un equilibrio delle quote rosa in lista, considerato che non sono molte le donne potenzialmente candidabili alle prossime Europee. Inoltre, è noto, la sindaca ha casa a Bruxelles; lì ha una figlia e tre nipoti, e non ha mai fatto mistero della sua predilizione nel lavorare alla stesura di leggi e commi piuttosto che fare l’amministrazione.

E ho detto tutto (cit)

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Che la cura Franceschini fosse come l’aspirina per un malato terminale, lo si sapeva benissimo. La base chiedeva subito delle vere primarie per scegliere un segretario ma soprattutto per ridisegnare un programma chiaro, mentre invece i vertici hanno deciso di rimandare la questione alle calende greche infliggendo forse il colpo mortale a un partito ormai esangue. Basti sapere, per esempio, che ieri alle primarie per scegliere il candidato alla provincia di Napoli hanno votato in 30 mila. La metà di quelli che hanno una tessera in tasca e comunque una percentuale assolutamente risibile. Un dato che preannuncia il disamore verso certe scelte e preannuncia il prossimo disastro elettorale.

Una moratoria contro la spider-cam

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La spider-cam è un telecamera che nella forma ricorda un ragno. È anche denominata in questo modo perché a differenza di quelle statiche, la spider cam è ancorata a un rete di cavi che si muovono lungo tutto il campo da gioco. La peculiarità di questo mezzo è che il regista può fornire inquadrature da ogni angolazione: dall’alto oppure dal punto di vista del calciatore. L’effetto è molto scenografico, peccato che mal si adatti a una partita di calcio. i tempi di gioco ma soprattutto la velocità e l’estensione del campo, rendono questo mezzo addirittura irritante. Mentre si sta guardando il gioco a campo largo in un batter d’occhio si può essere catapultati all’angolo di visuale opposta, o dietro la porta o dall’alto, vedendo dei puntini che si agitano ma senza capire il senso. L’effetto è quello di spaesamento. È per questo che voglio sperare che i signori di Sky in futuro facciano a meno della spider cam. Se invece proprio non vogliono lasciar perdere, facciamo almeno in modo che le inquadrature della spider cam siano usate solo durante i replay e non nelle normali fasi di gioco. Ci usino anche la cortesia di ricordare al regista di turno che quando si batte un calcio d’angolo, la spider cam deve essere tolta dalla visuale della telecamera che sta inquadrando l’azione, pena ritrovarsi l’aggeggio al centro del tv con conseguenti improperi.

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