Che la cura Franceschini fosse come l’aspirina per un malato terminale, lo si sapeva benissimo. La base chiedeva subito delle vere primarie per scegliere un segretario ma soprattutto per ridisegnare un programma chiaro, mentre invece i vertici hanno deciso di rimandare la questione alle calende greche infliggendo forse il colpo mortale a un partito ormai esangue. Basti sapere, per esempio, che ieri alle primarie per scegliere il candidato alla provincia di Napoli hanno votato in 30 mila. La metà di quelli che hanno una tessera in tasca e comunque una percentuale assolutamente risibile. Un dato che preannuncia il disamore verso certe scelte e preannuncia il prossimo disastro elettorale.


23 marzo 2009









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