Archivio | febbraio, 2009

L’eutanasia del Pd

Annunciare libertà di coscienza ai parlamentari per il disegno di legge catto-fondamentalista contro Eluana, e poi preparare per martedì una manifestazione in difesa della costituzione e di Napolitano, colui cioè che il decreto non ha voluto firmarlo, è il più eclatante esempio del ma-anchismo Veltroniano. Meglio un partito che sbaglia compatto, piuttosto di un altro che non sa mai scegliere.

Contro Eluana un decreto elettorale

vaticano

Il decreto legge varato nel consiglio dei ministri di stamattina per bloccare l’esecuzione della sentenza favorevole per staccare “la spina” a Eluana Englaro, è un gesto politico. Berlusconi alla fine ha dovuto cedere alle pressioni degli ambienti cattolici e soprattutto del Vaticano. Naturalmente un decreto legge contro una sentenza passata in giudicato è una follia senza fine, questo lo sa persino Berlusconi. Tuttavia non poteva fare altrimenti, di fatto passando la palla al Presidente della Repubblica che dovrà respingere il dl, anche per non contraddire le sue stesse volontà espresse ieri con una lettera informale indirizzata al Presidente del Consiglio. Ma allora questo decreto cui prodest? In termini pratici a nessuno, dal punto di vista elettorale certamente al Governo che potrà assicurarsi le grazie del clero anche per le prossime elezioni in giugno. 

Ancora Matarrese

Abete, Petrucci e Matarrese

Abete, Petrucci e Matarrese

Belissimo articolo di Beccantini su La Stampa. Ne cito la conclusione:

A 68 anni, Matarrese resta la sintesi più nitida della politica all’italiana, fondata sul ritorno del ritorno del ritorno. Dopo di lui, toccherà a Giancarlo Abete, in Federazione. Elezioni mirate e blindate, senza rivali. Anche e soprattutto perché l’unico avversario di chi comanda a Roma rimarrà, nei secoli, chi comanda a Milano. Modiche schermaglie si annunciano, forse, in ambito Aia (Associazione italiana arbitri). La locandina recita: Gussoni versus Nicchi: avesse detto. E sottolineo forse. 

E ora il Pd difende anche gli stupratori

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I Radicali per me rappresentato un mistero insondabile. Non ho mai capito se siano di destra o sinistra, pur riscontrando, rarissime volte per la verità, una certa comunanza d’idee su alcune questioni: i temi etici e in generale tutto ciò attiene alla libertà di coscienza. Tuttavia quasi sempre vengo sopraffatto dalle gesta di questi signori, che sembra abbiano il dovere di spararle grosse per conquistare qualche titolo di giornale. Cosa che gli riesce benissimo visto che negli ultimi anni hanno figliato un nugolo di politici davvero inquietanti. Penso a Rita Bernardini. Ecco, proprio di Rita Bernardini voglio parlare. L’antipatia che provo per lei ha origini antiche. A dire il vero mi ero persino dimenticato della sua esistenza. Fino ad ieri, quando ho letto che ha avuto la brillante idea di far visita ai rumeni arrestati a Guidonia per lo stupro e le violenze a una coppietta di fidanzati. Non soddisfatta ha anche denunciato le percosse subite dai rumeni dopo l’arresto. In fondo anche i criminali hanno diritti civili, anzi pure gli animali. Anche perché qui siamo in presenza di animali e non di persone: solo gli animali possono stuprare e violentare per scherzare un po’. Questo piccolissimo particolare deve essere sfuggito alla deputata Bernardini, che pure mesi addietro ebbe altrettante gesta infelici nei confronti dei napoletani. Ora, per tutto questo, per i suoi trascorsi, il fatto che la suddetta abbia ricevuto qualche mail d’insulti non mi pare una cosa gravissima. È legittimo, nei confronti di chi perora la causa degli stupratori, augurarsi che stessa sorte il destino debba riservarle. Dunque sono solidale con quegli italiani che hanno voluto esprimere tutta la loro  nausea per questa vicenda. Ma forse sono correo delle malgesta della Bernardini, perché non avrei mai dovuto votare per il Pd che ha imbarcato una così. Al prossimo giro prometto di non ripetere l’errore.

IdV, insubordinazione dei valori

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Forse una vendetta. Di Pietro ritiene che dietro l’inchiesta per vilipendio ci sia lo zampino del Pd e allora ordina ai suoi di mandare a casa Bassolino e Iervolino. Ma per ora è insubordinazione.

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