Archivio | febbraio, 2009

Dal Far-west al grande fratello

 

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Se l’Italia è un paese refrattario alle riforme, a Napoli il termine cambiamento è del tutto sconosciuto. Gli automobilisti campani sono indubbiamente i più indisciplinati d’Italia – sia detto pure con un certo assenso delle forze dell’ordine – e ci tengono a mantenere questa condizione. La recentissima installazione del “tutor” lungo tutto il tratto della tangenziale sta scatenando un vero putiferio. Passare dal far-west alla sorveglianza perenne non piace ai napoletani.

Testamento biologico

Grumo Nevano, 10 febbraio 2009

 

Io sottoscritto Antonio Vergara, nato a Grumo Nevano (Na) il 24 luglio 1972, nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.

Qualora fossi affetto:
da una malattia allo stadio terminale,
da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,
da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,
non voglio essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Nelle predette ipotesi:
qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;
qualora fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie e urinarie, emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.

Sempre nelle predette ipotesi:
Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.

Detto inoltre le seguenti disposizioni:
non richiedo alcuna assistenza religiosa;
il mio corpo può essere donato per trapianti;
il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.

Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.

Antonio Vergara

(testo adattato)

post scriptum: proprio perché credo in Dio sono ancora più certo che la vita debba stare sempre nelle mani del Signore e non in quelle di una macchina.

Un Tutor per i napoletani

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Ormai gli autovelox sono una roba d’antiquariato. Li vedi da lontano, o al limite ti avverte il tomtom, oppure scarichi la lista aggiornata, di modo che pochi metri prima rallenti e poi rischiacci il pedale via verso l’ebbrezza della velocità oltre legge. Ma i governanti si sono inventati un aggeggio malefico denominato “tutor”, in pratica un tutore che ti obbliga a rispettare i limiti di velocità perché sanziona scientificamente gli eccessi grazie al calcolo della velocità media, risultato di percorso e tempo. Ad esempio, sulla Napoli-Roma per percorrere 130 km ci devi impiegare almeno un’ora, se ci metti 40 minuti vuol dire che hai viaggiato oltre i limiti consentiti e allora ti arriva una bella multa a casa. Da oggi questo grazioso accessorio è stato montato anche sulla Tangenziale di Napoli con un limite di 80 km/h. Sappiatelo.

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