Mi fido del resoconto dei colleghi quando raccontano di una situazione allucinante vissuta domenica allo stadio di Bergamo, durante la partita Atalanta-Napoli. Durante tutta la partita – finita 3-1 per i padroni di casa – la tifoseria dell’Atalanta ha rivolto cori razzisti verso i napoletani: non il Napoli calcio ma i napoletani in genere. Ovviamente nessuno s’è preso la briga di sospendere la partita perché, ormai, questi tipi di cori sono il normale corredo di tutte le partite del Napoli in trasferta. I cronisti raccontano anche di un tentativo di invasione di campo con i tifosi che volevano scavalcare la vetrata che divide il campo dagli spalti. Sono saliti persino sopra le coperture delle panchine e inveivano – con annesso lancio di oggetti – contro la tribuna stampa, nella zona riservata ai giornalisti napoletani. Alla fine dell’incontro il gruppo dei giornalisti campani è stato fatto oggetto di cori, insulti e minacce da parte di un migliaio di ultras atalantini che li attendevano. Tutta questa guerriglia per il giudice sportivo, Tosel, non è esistita. Nelle decisioni di oggi ha comminato mille euro di multa alla società calcio Atalanta per frasi irriguardose pronunciate da Doni all’indirizzo dell’arbitro. Il razzismo verso i napoletani resta ancora impunito. Aivoglia a chiamarci fogna e colerosi.
Aivoglia a chiamarci fogna e colerosi
12 Risposte to “Aivoglia a chiamarci fogna e colerosi”
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21 novembre 2008
[...] tutto gratuita in altri cento). Qui le classi ponte servono a noi italiani che ancora non riusciamo ad integrarci tra di noi, altro che agli immigrati. Non scherziamo No Comments Leave a Commenttrackback [...]
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20 aprile 2009
[...] perchè sono gravi i cori contro Balottelli e non lo sono quelli che da anni vengono rivolti ai napoletani? Perché dovremmo indignarci solo ora? Perché Moratti dice che avrebbe ritirato il giocatore [...]


19 novembre 2008









E’ vergognoso.
E questo non è niente.. dovresti vedere cosa succede quando si gioca Atalanta – Brescia (è una sorta di derby ma l’astio è ancora maggiore !).
Pensa che, io che a Bergamo (mio malgrado) ci vivo e ci lavoro, se voglio andare a fare un giro la domenica mi devo prima informare circa le partite in corso ed evitare la zona stadio.
Non è giusto, come non è giusto che queste bande di violenti criminali rimangano impuniti.
figurati nicky i bergamaschi non c’entrano nulla con questa feccia. anzi sono costretti a subirli.
Grazie Antonio,
per aver detto una cosa sacrosanta.
Idem per la campagna anti napoletani in occasione della partita con la Roma tutto frutto delle manovre di Maroni e compagnia.
http://www.morosita.it
Considerare isolati gli episodi di razzismo, che riguardino immigrati o italiani, sembra quanto meno ridicolo. La cosa preoccupante è che – mi pare – si stia gradualmente procedendo verso una sorta di accettazione sociale di questa tendenza, probabilmente anche a causa dell’atteggiamento lassista, e in alcuni casi negazionista (come balza agli occhi dalle notizie degli ultimi giorni) del mondo politico
mi par di ricordarmi che i tifosi dell’atalanta siano i peggio (come si dice da noi) o perlomeno abbiano questa nomea ….
perche il mo commento non è stato pubblicato???
Avete il vesuvio .e vi chiamano vesuviani e non vo offendete
avete avuto il colera ..vi chiamano colerosi ..perchè vi offendete
è solo l altra faccia della stessa medaglia
ciapasela mingha terun..
ma non mi pare neanche di averlo letto in giro (ma ultimamente lo sport lo salto, per carità)
Purtroppo, adesso uscendo un momento dal contesto calcio, questo è un problema non da niente. Parliamo di razzismo, rom, rumeni, neri, abbronzati, ci scandalizziamo, ma poi siamo i primi ad essere razzisti tra noi stessi. Vedo qui, nella rossa Modena della rossa emilia, dove essere Napoletano, e più in generale del sud è un marchio quasi criminale, a prescindere, e il termine terrone viene usato ed esternato con una cattiveria e una violenza mostruose, con vero disprezzo. E queste cose escon dalla bocca di ragazzi di sinistra, ad esempio, che militano nelle fila dei giovani pd o dei giovani comunisti. Insomma, qualche domanda uno se la pone. E io che bene o male finisco sempre con donne del sud, credimi, mi sento sempre molto in imbarazzo. Poi ci aggiungiamo l’impunità, in ambito sportivo e non solo, del fenomeno e succede che così si creano precedenti garantisti nei confronti di chi usa certi termini e si comporta in certi modi. Persino la politica ne fa uso. Poveri Noi
La colpa è di chi non ha voglia di combattere questo razzismo che è molto sentito nello sport, ma si riflette su tutta la società.
Forse gli fa comodo.